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01/04/2014

EU impact investing Social Business social economy social enterprise social innovation sustainable development welfare reform

Matteo, quale ruolo all’imprenditorialità sociale nel semestre di presidenza europea dell’Italia?

Matteo,

Ci sono centinaia di migliai di ragazzi che guardano all’imprenditorialità’ sociale come a una soluzione per il loro futuro; milioni di Italiani che ne sono in un qualche modo coinvolti e credono che questa visione dell’impresa rappresenti una soluzione per il loro benessere.

Hai inserito l’hai inserita nell’agenda dell’Italia che, tra quattro mesi, si trovera’ alla testa dell’Europa?

Capisco che tu sia molto occupato a smantellare vecchi baracconi statali, a mandare in pensionamento forzato un’intera generazione di burocrati piu’ vecchi degli uffici dove hanno messo radici, e a forzare il paese ad aprirsi  al Ventunesimo Secolo, ma saprai meglio di me che oggi i giochi si fanno a Bruxelles e che l’Italia non puo’ continuare a perdere terreno in Europa.

Usa la carta dell’imprenditorialita’ sociale per rottamare il dibattito sfittico e disarmante sul futuro dell’Europa e ricentrarlo su  un nuovo modello di sviluppo che sia vincete per l’economia, la societa’ e l’ambiente. In fondo questa e’ la filosfia di fondo della strategia economica europea – Europe 2020 – e il sogno di ogni cittadino per se’ e per i propri figli.

L’Italia ha una lunga tradizione che va ben al di la’ dell’interpretazione ottusa di impresa sociale che danno certi tradizionalisti nostrani, ed e’ un pulluare di nuove iniziative. Costruisci su questo quando il paese avra’  in mano le redini della presidenza europea.

Sara’ un momento crtitico e di trasformazione di tutta l’Unione. A Maggio ci saranno le elezione del Parlamento, dopodiche’ tutte le massime cariche nelle istituzioni europee ranno rinnovate. E’ l’occasione  rompere con l’immobilismo degli ultimi anni.

Se riuscirai in questo vedrai che non soltanto gli Italiani, ma tutta l’Europa ti seguira’.

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22/03/2014

EU european commission Italy public services Social Business social economy social enterprise

Italian Social Enterprise: A Missed Opportunity… almost

The Italian government is reviewing the law on social enterprise. The new legislation introduced in 2006 after a long gestation has produced just little more than 700 new enterprises without any noticeable difference to the country.

It’s a failure admitted by all stakeholders and several attempts to change the law have been made in the last two years but without progress.

This time all the circumstances are favorable. The financial crisis of the public sector is forcing the third sector – the main interested party – to look for new solutions. The new government headed by the youngest ever PM is looking  for good news. Finally the attempt to grow a market for public services led by both the EU and G8 is providing the international pressure for the Italians to do their homework.

However it will turn into a trivial exercise if the problem is not properly considered. Not only the agenda of the third sector should define the solution or it will be a missed opportunity for the Italians.

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21/03/2014

citizen agency civil society EU european commission impact investing social economy social enterprise social innovation sustainable development welfare reform

Imprenditorialita’ civica: l’esempio di Andrea

Che sorpresa mi ha fatto Andrea quando ho trovato l’articolo su Imprenditorialita’ civica per reinventare  l’Europa che Indy Johar ed io abbiamo pubblicato su E!sharp in gennaio, tradotto e pubblicato nel sul suo blogQui trovi la versione italiana dell’articolo, mentre qui quella inglese.

Questa e’ un’iniziativa spontanea che esemplifica non solo lo spirito .dell’imprenditorialita’ civica che mi sta a cuore, ma soprattutto il valore della produzione di idee e del loro scambio attraverso i confini nazionali per lo sviluppo collettivo. I processi materiali non sono tutto!

Ricambio linkandomi all’ultimo blog di Andrea: Quello che non vorremmo e che invece occorre sapere sui Fondi Europei 2014-2020. Devi leggerlo se ti interessa capire come le amministrazioni publiche si stanno cimentando con le nuove forme di produzione economica e sociale, ovvero la cosidetta innovazione sociale. Andrea e’ lo specialista in Italia!

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11/03/2014

EU european commission funding impact investing public services Social Business social economy social enterprise social innovation

Impresa sociale: terra di mezzo, di tutti, o di nessuno?

L’impresa sociale è una terra di mezzo dove tribù ben distinte e spesso in conflitto stanno convergendo; una terra di tutti dove un legislatore con tendenze staliniste ha l’intenzione di far ricollocare tutti coloro che operano nel sociale vendendo beni e servizi; o una terra di nessuno e  disertata se non per fare cagnara come è successo finora?

Queste sono le domande sul tavolo del gruppo di lavoro sull’impresa sociale riunito ieri, per la prima volta, dall’advisory board italiano della taskforce su social impact investments del G8. E’ un’occasione per allineare il lavoro di revisione della legge italiana sull’impresa sociale che diversi gruppi istituzionali e non hanno portato avanti, e la ricognizione che la taskforce del G8 sta conducendo in tutti i paesi membri per definire le linee di sviluppo del mercato degli investimenti sociali.

Questa volta ci siamo. Le stelle sono allineate in una costellazione favorevole. Il nuovo Ministro del Lavoro Poletti vuole una proposta da presentare al Parlamento, e l’Italia dovrà dare conto dei propri progressi al resto del mondo. Ospiteremo il 28 – 29 Ottobre la riunione di tutti i membri della taskforce e, il 19 – 20 Novembre, la conferenza europea sull’imprenditorialità sociale.

Non c’è più tempo per rimandare. E’ tempo di decidere e agire… anche perché Danilo Giovanni Festa – modello di un’amministrazione pubblica never give up! – ha pure qualche buona idea per la copertura finanziaria della riforma.

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26/01/2014

About me EU european commission European third sector Italy Social Business social economy social enterprise social innovation

La grande bellezza… di Strasburgo!

Non so perche’ piaccia tanto il film La Grande Bellezza. Mi ha lasciato triste e sconsolato se si considera una metafora della societa’ italiana contemporanea.

L’aspetto che piu’ mi ha colpito e’ che la Roma di Sorrentino e’ una citta’ spopolata come la capitale dell’Impero nel Medioevo. E’ una citta’ senza giovani, ma popolata soltanto da persone di mezza eta’ e vecchi che si comportano come ragazzini sconsiderati. Quei pochi giovani sono succubi dei vecchi e presto sono tolti di mezzo.

Quella di Sorrentino e’ un’Italia senza futuro che vive di nostalgia, rimpianti e che affoga le proprie angosce in feste surreali come i passeggeri del Titanic in attesa del naufragio.

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03/01/2014

social enterprise

Vodafone Mobile for Good: Business, Technology & Social Entrepreneurship

What are a corporate leader, myself and a geek doing in the same picture? There is no secret plot but Fay Arjomandi (The Vodafone Americas Foundation) and Filippo Addarii (The Young Foundation) are awarding the founder of the  anti-corruption app Bribespot.

I recently had the pleasure of taking part in Vodafone Foundation Mobile for Good Europe Awards (December 2013). The Vodafone Foundation, the charitable arm of Vodafone, awarded the teams behind four new Android and iOS applications €30,000 each. These awards help support transformational apps designed to improve people’s lives and the delivery of public services. At the same time, they provide a platform for social innovators and entrepreneurs to show their creativity and ability.

Vodafone Foundation is doing an amazing job for recognizing  these innovators and entrepreneurs and creating an alliance that can transform public services.

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22/12/2013

EU impact investing social enterprise social innovation

Un vero Europeo che mette la finanza al servizio della societa’: Ronald Cohen

Che  cosa significa essere Europei? Certo non partecipare ai riti che si consumano periodicamente a Bruxelles e ai quali siamo ormai abituati senza pero’ aspettarci piu’ un gran che’. Tanto meno le apologie dell’Unione che ci propinano quelli che presidiano gli interessi della comunita’ asserragliata nella cittadella belga. Sono soltanto discorsi vuoti che tradiscono l’interesse di una casta.

Essere Europei significa immaginarsi un futuro che ancora non esiste, e quelle istituzioni che possono tramutarlo in realta’ a beneficio dei popoli d’Europa e come esempio per il resto del mondo. Essere Europei significa tradurre questi principi nella propria pratica quotidiana  mettendo in discussione le istituzioni esistenti e gli interessi di parte che determinano l’oggi a discapito del futuro.

Questi sono gli elementi che hanno definito gli Europei che hanno fatto l’Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale. Questi sono gli stessi che definiscono gli Europei oggi.

Mercoledi’, al primo incontro dell’Advisory Board della Taskforce del G8 per la finanza sociale d’impatto che la Uman Foundation ha ospitato a Roma, ho incontrato un vero Europeo: Sir Ronald Cohen.

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16/12/2013

About me civil society EU european commission social enterprise

Hanno davvero bisogno di noi? Una lezione da S. Giovanni a Tetuccio

Pensavo di essere stato invitato alla StartUp WeekEnd di Napoli per impartire insegnamenti, invece mi sono ritrovato a imparare una lezione molto importante; qualcosa di cui ti rendi conto probabilmente soltanto quando sei lontano dalla capitale e i suoi clamori si tacciono.

Il volontariato non ha sempre bisogno delle fondazioni, degli investimenti sociali, delle risorse dei super esperti internazionali che come me volano da una capitale all’altra d’Europa per proporre soluzioni ready-made.

Siamo noi le la chiave d’accesso ai milioni di euro pubblici e privati messi a disposizione per le associazioni con rispondono ai requisiti. Come potrebbero fare a meno di noi? Eppure, a le volte, le orgnizzazioni radicate sul territorio possono farcela senza di noi e tutti quei fondi che girano. Anzi funzionano proprio perche’ nessuno si e’ immischiato.

Questa e’ la storia di Martina, Maria Rosario, Antonio e tutti gli altri componenti dell’associazione Immagini, Gioco e Parole che fanno teatro come  forma di inclusione sociale e per animare la comunita’ del quartiere di  San Giovanni a Tetuccio, ai confini estremi del Comune di Napoli.

E’ proprio in quel quartiere che si e’ tenuta la StartUp WE questo fine settimana, in una scuola abbandonata del quartiere, uno dei piu’ poveri della citta’. Ed e’ nella stessa scuola che Gioco, Immagini a Parole sta faticosamente recuperando la pelestra per trasformala in un piccolo treatro di quartiere.

Ti chiederai io, esperto internazionale, come faccia a conoscere questa piccola associazione che lavora in un quartiere che non ha mai mai visto i riflettori di Bruxelles. Ebbene l’associazione era stata selezionata tra le sfide di Naples 2.0, la competizione internazionale di innovazione sociale lanciata nel 2011 insieme a Unicredit Foundation.

La sfida era di aiutare l’associazione a trasformarsi in impresa sociale per generare risorse finanziare e per garantire la propria autonomia e costruire un proprio teatro. All’epoca dovevano affittare i treatri di posa per migliaia di euro alla volta.

Putroppo l’esperimento non funziono’. Il team di designer che aveva vinto la  competitione non riusci’ a trasformare la l’associazione e, nel 2012, furoni esclusi nella selezione finale.

Finalmente ho visitato l’associazione dopo piu’ di due anni. Senza alcun finanziamento i membi di Immagini Gioco e Parole sono riusciti a costruire il palco, la platea, le luci e hanno ricevuto il tendono e un bar in regalo. Noi volevamo trasformarli in un’impresa sociale secondi i  nostri parametri e io ho scoperto che da anni facevano spettacoli a pagamenti nel nord Italia combinati con un Pizza Verace Festival.  In otto anni hanno raccolto piu’ di 50’000 euro e si sono pagati tutto da soli.

Che avevamo noi da insegnarli?

Mentre lasciavo Napoli sul treno per Venezia leggevo Il formaggio e  i vermi di Carlo Ginzburg. Non ho potuto mancare di trovarmi ad assimilarci agli inquisitori dell’Italia del ’500 che misero al rogo il mugnaio che aveva messo in discussione l’autorita’ della Chiesa e la sua funzione intermediaria.

Hanno veramente bisogno di noi o siamo noi, i fondi, Roma e tutta la macchina di Bruxelles che abbiamo bisogno di loro?

 

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13/12/2013

EU impact investing social economy social enterprise social innovation sustainable development

L’agenda politica dell’innovazione sociale, non quella del non-profit

L’agenda politica dell’innovazione sociale non e’ quella del non profit ma di trasformare la societa’, l’economia e lo Stato.

Cosi’ comincia il discorso di Roberto Mangabeira-Unger alla conferenza Social Frontiers di cui ho gia’ fatto riferimento in un blog precedente.

Trovi il video del discorso qui. E’ il miogliore che io conosca. Da non perdere. Buon ascolto.

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08/12/2013

civil society EU european commission European third sector funding

Winter to reach Brussels… as Big Society 4 Europe

What do you expect to happen to funding for civil society when a third of the seats in the European Parliament will be won by members of euro-skeptic parties? It will be a Big Society for Europe… paraphrasing the agenda of the actual coalition government in the UK which massively cut public spending for social services as they entered government in 2009, causing a mayhem in civil society that for years feasted over Labour’s bonanza.

This is the likely plot to be re-enacted next year following the election of the European Parliament.

Most of the representatives of civil society organisations funded by the European Commission were outraged by the presentation I gave at the Structured Dialogue meeting of European for Citizens Programme (European Commission, DG COM) last Friday… Actually they were angry with the Commission for putting a spotlight on the report.

Unfortunately for them shooting the ambassador or ignoring the accusations won’t save them from the wrath of the people’s representatives. These  organisations quartered in the European capital are considered accomplices in the Brussels bubble… and most of them are indeed.

The only solution for them as for any other other civil society organisation is not the defense of vested interests. It’s untenable given the scale  of the crisis affecting people. It’s time for an overhaul of their business strategy combined with proof of their realized impact.

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