Fenomeni Facce, numeri e storie da impresa sociale

16 dic

E’ stato annunciato il tema del nuovo anno europeo: lotta alla povertà e all’esclusione sociale. Circolano diversi documenti, per una issue tutta da terzo settore. Peccato che nel documento nazionale non ci sia molto spazio: solo richiami generici alla concertazione / consultazione tra le parti sociali e neanche una citazione, ad esempio, del lavoro come strumento di inclusione (a differenza del masterplan EU). Eppure le esperienze di terzo settore non mancano, come dimostrano recenti progetti. Forse qualcosa è andato storto in sede di divulgazione, soprattutto rispetto ai policy maker. Ma prima di lanciarsi in critiche e controproposte, meglio tirare le somme rispetto all’anno che sta per finire. E che era dedicato – udite, udite – a creatività e innovazione. Proprio in questi giorni si sta tenendo, a Stoccolma, la conferenza di chiusura, oscurata (comprensibilmente) da Copenhagen. Dunque, quale contributo all’innovazione da parte dei soggetti sociali? Ci si può fare un’idea anche solo guardando il programma (in attesa di valutazioni più puntuali). Escludendo le plenarie iper istituzionali si potrebbe parlare di impresa sociale e terzo settore in tutte le sessioni tematiche: cultura, creatività, imprenditorialità, formazione, ecc. Il problema è che poi, spulciando tra gli eventi (anche solo quelli italiani) sono pochissimi quelli organizzati da organizzazioni non lucrative che hanno provato a rielaborare e diffondere l’innovazione sperimentata o magari già “messa a sistema”. E qui il cerchio si chiude, perché è forse anche per questo motivo che quando è statto redatto il piano d’azione del nuovo anno, al Ministero si sono “dimenticati” di assegnare la necessaria visibilità ad associazioni, cooperative, fondazioni, nonostante le esperienze non manchino.

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29 nov

Sono stato a un incontro del nascente the hub di Rovereto. Tra le varie, un’esperienza davvero interessante: la fondazione March. A iniziare dal nome che è un’opera d’arte (con tanto di registrazione). Rimane costante il mese di fondazione, ma poi la ragione sociale varia al passare del tempo. Insomma oggi si chiama fondazione November, anzi quasi December. Perché la sua mission, dove ci trovo farina di Sacco, è sviluppare pensiero laterale nelle organizzazioni d’impresa come strumento di problem solving. Lavorano infatti con imprenditori che sono interessati a ospitare nei luoghi della produzione opere d’arte, ma non certo come arredo (per quello, al limite, basta telemarket), bensì come occasione per fare politica aziendale: trasmettere valori, motivazione, orientamento agli stakeholder, da quelli primari (come i lavoratori) fino ai più inconsapevoli che transitano per la sala d’aspetto. La serata era per architetti e designer e forse essendo il più laterale di tutti mi son portato a casa stimoli potenti. Molte lampadine accese (a basso impatto perché l’hotel dove ci siamo incontrati, a dispetto del nome, è green). Ad esempio l’effetto di interventi simili in luoghi di relazionalità e motivazioni forti come i centri di servizio delle imprese sociali: asili, case di cura, comunità, ambiti di aggregazione, ecc. Sarebbe un’incontro davvero stimolante, proprio perché la produzione di queste imprese impatta direttamente su variabili di questo tipo. Qualcosa si è visto anche alla Convention Cgm. Anche se la strada da fare è molta. Ricordo ad esempio bellissime foto di Berengo Gardin sui servizi sociali ammucchiate nel capannone di una coop B a fine progetto Equal. Ma nonostante questo bisognerebbe insistere a sperimentare direttamente nei luoghi della produzione. Dovrei convincere qualcuno… Massì il mio dirimpettaio Robedachiodi!

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25 nov

welfare

Idee da premio

Premiazione del concorso di Italia Futura, intitolato con un modaiolo “venture capital delle idee”. Uno dei progetti – “Avvicinati” – è rilanciato da De Biase nella categoria innovazione. Vado a vedere. Anche perché sembra un classico intervento di animazione di comunità (questa sì che è roba vintage) dove si promuovono forme di scambio su base fiduciaria per favorire un utilizzo razionale di beni altrimenti sprecati o sottoutilizzati. “Fine” direbbero gli inglesi. Niente più. E proprio per questa ragione, più che il finanziamento ottenuto – che mi sembra più o meno simile a quel che si poteva spuntare sottoscrivendo una convenzione con un piccolo comune o circoscrizione – impressiona la sovrastruttura comunicativa. Se si voleva fare davvero venture capitalism forse era meglio mettere qualche risorsa in più sulla replicabilità dell’idea. Chessò un “Avvicinati” in ogni capoluogo di provincia. Non sempre, ma in qualche caso sì, anche la messa a sistema di una buona intuizione fa innovazione. E questo Renzi, il sindaco di Firenze, l’ha capito. Con fiuto da scout.

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6 nov

Post agrodolce del venerdì pomeriggio. Ho appena messo on line un albo di buone pratiche (è pubblicità, lo so, ma è tutto gratis). Nelle scorse settimane mi sono letto quasi tutte le esperienze della comunità della cura. E’ un pullulare di progetti di imprenditorialità sociale, peraltro sempre più aperti a scambi con altre istituzioni economiche e sociali. E se si mette il naso fuori dall’Italia le risorse non mancano. Semplificando si potrebbe sostenere la rivincità del dato esperienziale su quello statistico / aggregato dopo anni di censimenti, indagini campionarie, monitoraggi, ecc. Ma le care vecchie statistiche non vanno buttate a mare. Anzi. Mi dicono che sul prossimo censimento Istat del nonprofit si stiano addensando nubi nere. Anche per questo bisognerebbe protestare, non solo per il 5 per mille. Se si scompare dalle statistiche si sparisce anche dalle politiche. E dopo tutto lo sforzo fatto in questi anni sul fronte della visibilità non mi sembra proprio il caso.

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Chi sono

Flaviano Zandonai

Ho 40 anni e vivo nella presunta isola felice del Trentino che periodicamente abbandono in cerca di guai (soprattutto nella temibile città infinita tra Brescia e Milano). Confermando i peggiori stereotipi sui sociologi posso definirmi una specie di tuttologo dell'impresa sociale. Collaboro con centri di ricerca e organizzazioni del settore e sono in piena infatuazione da blog e aggregatori di news. Chissà quanto durerà...

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