FrancaMente

18/11/2014

politica

L’eclissi della speranza?

Insomma in qualche modo bisogna reagire. Non riesco, in queste settimane di maggiore presenza a casa, nella lunga e non semplice convalescenza, ad accettare il livello sistematicamente distruttivo di qualsiasi programma televisivo che cerchi di raccontare e affrontare i tanti guai del nostro Paese. I disastri ambientali, le periferie urlanti, le tensioni in piazza, le sceneggiate nelle aule parlamentari, tutto un minestrone indistinto che contribuisce ad alimentare un disagio, una nausea, un rifiuto del presente e del futuro, in una parola, l’eclissi della speranza.

Raramente vedo analogo impegno mediatico a cercare chi possa raccontare soluzioni praticabili, anche tecnicamente, per affrontare correttamente uno qualsiasi di questi problemi. Eppure le competenze esistono, dalle università alla rete delle associazioni, dai tecnici onesti (che pure ci sono) ai divulgatori non faziosi. Anche all’interno della politica è evidente che vengono interpellate quasi sempre le persone più aduse alla polemica, all’invettiva, allo sfascio. Il quadro che ne esce è desolante e sicuramente contribuisce a quel degrado della coesione sociale che è un pericolo tremendo per chiunque, da sempre, si batte riformisticamente e banalmente nel tentativo di fare la propria parte per risolvere un pezzetto alla volta.

Penso a Milano, squassata dalle acque di Seveso e Lambro, penso a quanto contemporaneamente si sta cercando di fare per migliorare complessivamente l’accessibilità e la mobilità delle persone con disabilità o degli anziani. E mi rendo conto che le ripetute esondazioni, con i danni alle linee della metropolitana, con i disagi improvvisi e pesanti, danno la sensazione che tutto sia inutile, che non ci sia niente da fare. Ci scopriamo tutti ignoranti rispetto alle scelte di intervento idrogeologico che dovrebbero essere fatte, rispetto ai tempi, ai finanziamenti, alle soluzioni a breve termine. Eppure non possiamo permetterci il lusso di buttare tutto via, assieme all’acqua sporca.

Mai come adesso ci vorrebbe uno scatto d’orgoglio, prepolitico, semplicemente di cittadinanza e di appartenenza, capace di farci riprendere il cammino, in ogni campo. Non è possibile, ragionevolmente, che questo Paese sia completamente a pezzi e soprattutto che la catastrofe stia avvenendo qui e adesso, negli ultimi mesi. Una mancanza siderale di memoria, un ripetuto e cinico tentativo di buttare tutto in caciara, sperando che alla fine crolli questo sistema ma non sapendo minimamente chi e come potrebbe davvero ricostruire un futuro civile e democratico.

Per certi versi sento crescere il desiderio di maniere forti, di scelte autoritarie, di plebisciti che facciano piazza pulita di tutto e di tutti. Come persone impegnate nella comunicazione, nell’informazione di servizio, nel racconto del welfare che cambia, non possiamo chiamarci fuori e lasciare che questo scempio continui indisturbato.

A 62 anni voglio continuare a sperare, a vivere, a lottare per fare meglio. E sono certo di non essere il solo.

Continua a leggere... | 2 Commenti | Tag: , , , , , ,

07/11/2014

Welfare

Io sto con le Fondazioni bancarie. E tu?

Non ci ho pensato un attimo, quando mi è stato chiesto, come presidente di Ledha, di aderire a una campagna di comunicazione , sostenuta dal Forum del terzo settore,per chiedere un ripensamento al Governo, che sta prevedendo nella legge finanziaria un inasprimento della tassazione sui rendimenti derivanti dagli investimenti delle Fondazioni bancarie. Mi sembra davvero impossibile che sia sfuggita, agli ingegneri del bilancio statale, quale sarà, inevitabilmente, la conseguenza di questa decisione. Se è vero che nelle casse dello Stato entreranno 340 milioni di euro per il 2014 e 360 per il 2015 (invece dei 170 milioni per anno versati dalle Fondazioni nel 2012 e nel 2013) è altrettanto vero che le Fondazioni dovranno per pari importo tagliare i finanziamenti destinati a progetti di grande importanza sociale. In parole povere le vittime della patrimoniale saranno le associazioni del terzo settore, i Comuni, e, in ultima analisi, le persone più fragili ed esposte, come ad esempio le persone con disabilità, gli anziani, i bambini e via elencando.

Non occorre il Nobel per l’Economia per capire questo meccanismo perverso e beffardo. Ognuno di noi, nel tempo, ha imparato a dialogare con le migliori fondazioni bancarie, spesso per necessità, dovendo trovare risorse aggiuntive per inserirsi in bandi di progettazione sociale, o molto semplicemente per continuare a svolgere attività che nascono in modo sperimentale e hanno assoluto bisogno di uno sforzo iniziale, un motore autorevole di start up, prima di raggiungere, e non sempre, una propria autonoma sostenibilità. […]

Continua a leggere... | 1 Commento | Tag: , , ,

31/10/2014

Razzismo

Siamo tutti filippini e cicciobelli

Certo, sono interista. E quindi potrei essere particolarmente suscettibile. Ma in realtà anche io ho qualche perplessità su questa prima fase di presidenza Thohir, ho la sensazione che si lasci condizionare in alcune scelte (a partire dalla conferma dell’allenatore), che abbia un po’ il braccino corto (chi acquista una squadra come l’Inter almeno per un paio d’anni, oltre a risanare il bilancio deve anche spendere per non compromettere qualità e prestazioni). Ma non mi è mai passato per la testa di giudicarlo negativamente perché è asiatico. Anzi, il suo arrivo a Milano conferma il patto fondante di questa squadra fondata da un gruppo di svizzeri, nel 1908: Internazionale. […]

Continua a leggere... | 2 Commenti | Tag: , , ,

24/10/2014

disabili

Renzi, non ce lo meritiamo

Leggo ancora una volta il solito copione e mi rattristo. Nella bozza della legge di stabilità si prevede il taglio di 100 milioni di euro al fondo nazionale per la non autosufficienza, da 350 a 250 milioni, e il congelamento del Fondo per le politiche sociali. Le associazioni, unite come non sempre avviene, non ci stanno e chiedono un incontro urgente. Vorrebbero Renzi presente, si trovano davanti due sottosegretari, animati dalle migliori intenzioni, ma evidentemente non in grado di decidere un accidente. E si torna a parlare di mobilitazione necessaria. Quasi una forma di fisioterapia di massa, una ginnastica pericolosa, specie avvicinandosi la stagione invernale. Lo abbiamo visto e fatto tante volte. Con il risultato, spesso, di vincere la battaglia, sapendo che la guerra continuerà a svilupparsi in mille trincee, tra agguati, trabocchetti e altre diavolerie previdenziali e contabili. […]

Continua a leggere... | 6 Commenti | Tag: , , , ,

20/10/2014

salute

Il tempo del corpo

Sono tornato a casa dopo un ricovero d’urgenza, ho sconfitto abbastanza rapidamente il perfido trombo che si era aggrumato nei miei polmoni. Insomma non ho ancora vinto la guerra, ma le prime battaglie sì. Lo capisco perché mi ascolto. Ho imparato in questi giorni di convalescenza ad accettare la legge del corpo, i suoi tempi, i suoi messaggi, il suo linguaggio assolutamente chiaro e comprensibile. Ma faccio fatica ad adeguarmi a questo tempo del corpo. Se uno viene preso a bastonate è abbastanza semplice capire perché si sta male. Ma quando il nemico ti assale dall’interno, togliendoti letteralmente il respiro, la faccenda si complica. […]

Continua a leggere... | Nessun Commento | Tag: ,

10/10/2014

Orrori

Cristo si è fermato ad Ebola

Non ho argomenti né competenza. Solo gli strumenti normali di chi è abituato da anni ad osservare l’andamento delle notizie relative a epidemie, a malattie devastanti e contagiose, a vecchi e nuovi incubi globali. Resto colpito, quasi annichilito, dal cinismo con il quale negli ultimi giorni viene veicolata, in modo crescente, l’informazione sulla diffusione in Occidente del virus di Ebola. L’unica preoccupazione sembra essere quella di scongiurare il contagio qui, nei Paesi evoluti e vaccinati, ricchi e istruiti. Il tema è come isolare, come bloccare, come evitare il contagio. I singoli casi vengono trattati con cauto allarmismo, un mix orribile di detto e non detto. Poi lo stacco, ogni tanto, sulle immagini che testimoniano il vero dramma, quello che si consuma laggiù, nei Paesi dove si muore a migliaia, non a singole unità. […]

Continua a leggere... | 1 Commento | Tag: , ,

30/09/2014

Coscienza

Elogio del respiro

Ancora una volta sembra che il mio organismo, apparentemente fragile, stia superando i marosi di una bufera violenta e improvvisa. La paura assume l’aspetto del sudore freddo che ti invade in quegli istanti nei quali realizzi che stai effettivamente male come mai ti era capitato prima, e non per un dolore, ma per la mancanza di qualcosa di talmente immateriale da non essere quasi mai apprezzata come dovrebbe: il respiro.

Ero improvvisamente incapace di compiere qualsiasi gesto senza avere il cuore in gola e il respiro strozzato, breve, sincopato e aritmico, incontrollabile al punto da temere di non averne più a disposizione.  Di qui la decisione di affidarsi alle competenze collaudate dei servizi di urgenza. Prima l’ambulanza, poi il pronto soccorso, codice giallo, una prima visita,  la maschera,  l’ossigeno, e poi la tac: embolia polmonare. Diagnosi secca, precisa. Una fucilata nelle orecchie, perché la parola fa effetto, spaventa. Ma un secondo dopo realizzi che una spiegazione così chiara di quanto è accaduto apre subito le porte della speranza: posso guarire e tornare come prima.

E così oggi scrivo con il tablet in ospedale e organizzo i miei pensieri ascoltando con gioia il mio compagno di viaggio appena ritrovato: il respiro.  Soffio di vento interno, misterioso messaggero e ambasciatore della nostra esistenza. Prometto di ascoltarne di più i consigli che costantemente mi invia e che io, presuntuosamente ho spesso ignorato.

La vita ricomincia ogni volta e ti sorride.

Continua a leggere... | 14 Commenti |

22/09/2014

diritti

Lavorare meglio, lavorare tutti (o quasi)

Ancora una volta ho scritto nella mia pagina di facebook una frase sgorgata di getto, dopo ore di telegiornali e di talk show dedicati all’articolo 18: “L’art. 18 fa parte della nostra storia civile, non c’è dubbio. Ma non ho mai visto i sindacati minacciare uno sciopero generale per chiedere l’applicazione della legge 68 del ’99 per il lavoro alle persone con disabilità. O mi sbaglio?” . A giudicare dalla valanga di “mi piace” in poche ore (circa trecento) e di condivisioni sulle bacheche personali di 45 miei “amici” di ogni tipo e tendenza politica, devo dedurne che ho toccato un nervo scoperto e ho espresso un pensiero, in modo credo del tutto civile e rispettoso, che però apre una riflessione più vasta e forse ha bisogno di qualche aggiunta, qui, dove le parole mi vengono con facilità. […]

Continua a leggere... | 7 Commenti | Tag: , , , ,

15/09/2014

Fenomeni

L’Indignato Sociale

Confesso che questa volta non ho avuto coraggio. Dopo aver letto il sorprendente post di Riccardo Bonacina “Chi se ne frega di Daniza” ero tentato di cliccare “mi piace” e di condividerlo sulla mia pagina di Facebook e di Twitter. Al di là del titolo volutamente provocatorio, trovavo e trovo molto convincente larghissima parte del suo ragionamento. Io, per il mio carattere, sarei stato più sfumato, magari non cerchiobottista, ma insomma avrei tentato di non tirarmi addosso l’ira funesta degli indignati sociali. Però dentro di me e parlandone con chi mi sta vicino, avevo espresso la medesima insofferenza per l’enfasi del tutto esagerata che per alcuni giorni è stata garantita dai media di ogni genere a una vicenda sicuramente triste e sfortunata, ma comunque da ricondurre in una dimensione accettabile, senza toni minacciosi e richieste forcaiole. In realtà non ho cliccato “mi piace” e non ho condiviso il post perché ho temuto la valanga degli Indignati Sociali, che mi avrebbe travolto di sicuro (e magari lo farà adesso) e in quel momento non avevo neppure il tempo per seguire personalmente gli effetti di una semplice e umanissima solidarietà professionale con il direttore editoriale di Vita. […]

Continua a leggere... | 4 Commenti | Tag: , , , , ,

08/09/2014

Fenomeni

Napoli ci riguarda

Mi sono stupito quando, due giorni fa, dopo aver inserito sulla mia pagina di facebook questo semplice pensiero: “Ma perché a Napoli non si reagisce con la stessa rabbia popolare quando i morti li fa la camorra?”, ho visto schizzare a livelli impensati le condivisioni e i “like”, ossia gli apprezzamenti. Il medesimo fenomeno  in proporzione su twitter. Non mi pareva di aver espresso un pensiero così clamorosamente originale, e infatti in molti hanno commentato di aver pensato esattamente la stessa cosa, vedendo le reazioni alla tragica morte di Davide Bifolco, raggiunto da una pallottola partita dalla pistola di un carabiniere. In realtà il mio era il sincero rammarico per un’occasione perduta, ossia quella di aprire un ragionamento positivo sugli anticorpi, che pure ci sono, nel tessuto sociale partenopeo. Certo, in occasione di delitti particolarmente efferati di camorra non sono mancati i cortei, le manifestazioni, i discorsi, le veglie di preghiera. Ma il tutto in un modo assai più composto, quasi come un atto dovuto di dignità più che come una vera indignata e arrabbiata protesta contro la criminalità organizzata. […]

Continua a leggere... | 8 Commenti | Tag: , , , ,