FrancaMente

16/08/2014

Informazione

Il coraggio di vivere, ovvero auguri Riccardo!

Caro Riccardo,

ho controllato la tua pagina facebook: hai ricevuto in poche ore quasi 400 auguri di buon compleanno, da amici di ogni tipo, contatti personali, familiari, colleghi, persone più o meno illustri nel mondo dell’associazionismo, della cooperazione, del volontariato e altro ancora. Un campione dell’umanità che hai incrociato nel tempo da quando hai deciso di declinare il tuo mestiere di giornalista verso una direzione del tutto speciale, e hai coinvolto, 20 anni fa, una piccola armata Brancaleone, della quale sono onorato di far parte. Ho aspettato il giorno dopo, e oggi, 16 agosto, ti faccio di cuore i miei auguri per i tuoi primi 60 anni. Posso farlo senza timore di irriverenza, visto che ti precedo di due anni e quindici giorni, come ben sai.

Ti ricordi “Il coraggio di vivere”? Certo che sì. Ci eravamo conosciuti alla Vela d’oro, a Riva del Garda, più di 20 anni or sono, alla presentazione della stagione dei programmi della Rai. Simpatia reciproca a prima vista, e poco dopo dedicasti un servizio del tuo programma, condotto assieme a Nadia Di Bella (primo e rarissimo tentativo di coinvolgere una persona con disabilità nella conduzione televisiva…), alla mia singolare esperienza di vita, professionale e personale, entrando in casa mia (allora c’era mia moglie Nadia, anche lei a rotelle, che ci ha lasciato nel 2003…). Tutto con simpatia e naturalezza, niente pietismo, ma semplicemente un racconto di vita (altro programma…).

Poi venne Vita, e mi coinvolgesti subito tra i collaboratori del settimanale. Questo per dire che hai fondato Vita all’età di 40 anni, l’età dei rottamatori, a quanto pare. Non c’era nulla di simile, allora, e direi che la situazione non è cambiata granché. Non tutto è andato come forse speravi, perché in Italia è difficile coniugare indipendenza (ovvero rinuncia a finanziamenti pubblici) con autosufficienza editoriale e professionalità. Ma adesso, a 60 anni appena compiuti, puoi secondo me dichiararti soddisfatto, tanto più che proprio in questi mesi, incredibilmente, il terzo settore (sic!) sembra tornare al centro della scena e dell’agenda politica e legislativa.

Ma ci sarà tempo per riflettere su questo aspetto. Adesso voglio solo augurarti una nuova stagione di vita e di impegno, superando di slancio le difficoltà fisiche di questo periodo (ci sono passato anche io proprio a ridosso del giro dei sixties… e ti assicuro che adesso mi sento un ragazzino, con tante cose da fare e da imparare…), e dedicando poi, con maggiore attenzione alla tua salute che è un bene comune, e non soltanto tuo, il tempo necessario a proseguire questo dialogo fra culture diverse, molto laico (pur nella tua profonda religiosità). Il mondo là fuori non è buono come vorremmo, questo è sicuro. I social network ci restituiscono anche autentici esempi di cinismo, egoismo, cattiveria, insensibilità. Ma noi abbiamo sempre e comunque “il coraggio di vivere”. Insieme, mai da soli. Senza urlare, ma cercando ogni giorno di ascoltare, di spiegare, di accompagnare verso il futuro.

Buona Vita, amico mio, amico nostro.

 

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11/08/2014

disabili

In ricordo di Vincenzo Langella

Ciao Vincenzo, mi hai colto di sorpresa. Ci sono persone che non vedi e non senti spesso, ma sai che ci sono, che stanno facendo cose che ti piacciono, che condividi. Sai che puoi contare sul loro impegno, usano le medesime parole, hanno voglia di cambiare il mondo in meglio, ma con il sorriso, mai con l’arroganza e con il lamento. Tu eri una di queste persone speciali. Vincenzo Langella, ci hai lasciato a 43 anni. Te ne avrei dati 30 o poco più. L’impegno di volontario a rotelle ti ha mantenuto fuori dal tempo fino ad ora, quando sei scomparso all’improvviso, lasciando intatta e piena di allegria la tua pagina di facebook. Che ora si sta riempiendo di saluti, commossi ma non tristi. Non vorresti davvero che i tuoi amici si mettessero a piangere attorno a te. Sei sempre riuscito a farli ridere, nonostante tutto. [...]

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02/08/2014

Coscienza

62 anni e non sentirli

Quest’anno non avrei voluto scrivere a ridosso di una data che non è particolarmente densa di significato. Compiere 62 anni, di per sé, non è un traguardo memorabile. In genere l’attenzione si fissa attorno ai passaggi ritenuti fatidici: i 20 anni, poi i 30, ancor più i 40, interessanti anche i 50, mentre i 60 creano già qualche apprensione. 62 è per così dire un anno qualsiasi. Il silenzio, in certi casi, è opportuno. Non per paura o perché mi preoccupi l’anagrafe, ma per il semplice fatto che non riesco ad abbinare niente di particolarmente significativo attorno a questo genetliaco. Ecco perché sono rimasto sorpreso, molto piacevolmente, da un regalo on line di Simonetta Morelli, blogger come me di InVisibili, il blog di corriere.it dedicato appunto ai temi della disabilità. Simonetta, senza dirmi niente, ha espresso molti pensieri attorno al mio compleanno, con grande delicatezza e profondità, come le è del resto abituale. Vi consiglio vivamente la lettura, non per narcisismo personale, ma anzi, al contrario, per cogliere, nel suo ragionamento, il senso di un lavoro collettivo sulla comunicazione positiva. Un lavoro che io porto avanti anche qui, su FrancaMente, da tanto più tempo, e con lettori attenti anche se parchi di commenti. [...]

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16/07/2014

disabili

Quando il lavoro diventa disabile

Ancora una bella idea, ancora un tentativo pubblico di far capire quanto e come possano essere produttive e realizzate le persone con disabilità quando trovano e mantengono un lavoro e lo svolgono al meglio. Accade domani, giovedì, a palazzo Lombardia, l’avveniristica sede della Regione, come racconta perfettamente Carmen Morrone sul portale di Vita. “Emergendo”, ovvero bilanci e prospettive di un lungo, paziente e competente lavoro di formazione, informazione, avviamento al lavoro, svolto dalla Provincia di Milano in collaborazione con le altre istituzioni e con il mondo delle associazioni delle persone con disabilità, della cooperazione sociale, delle imprese pubbliche e private.

Pezzi di storia, battaglie vinte, perse e pareggiate. Bilanci nei quali ogni numero corrisponde a una persona, a un nome, e dunque a una famiglia. E quindi anche cinque, dieci, venti inserimenti lavorativi sono altrettante vite cambiate, migliorate, ricondotte a una dimensione di normalità. La Repubblica è fondata sul lavoro. Non sempre, non per tutti, e adesso assai meno di anni fa. E’ la dura legge della crisi, che travolge le leggi, le riduce a simulacri di legalità e di rispetto dei diritti, perché quando i licenziamenti si sostituiscono alla contrattazione non c’è legge 68/99 che tenga. Tutti a casa, solo in questo caso c’è piena inclusione sociale dei lavoratori con disabilità.

Ma proprio per questo ora più che mai occorre agganciare i primi esili e contraddittori spiragli di ripresa a comportamenti virtuosi, corretti, coerenti con un processo culturale e politico che in realtà, in modo carsico, non si è mai interrotto. Spesso per merito delle singole persone, più che degli apparati e delle istituzioni. I nomi li sanno benissimo tutti coloro che vivono da vicino questo aspetto delicato e complesso del mercato del lavoro. Non è un caso se domani in teoria sarà presente il ministro del Lavoro e del Welfare, Poletti. In teoria, perché di questi tempi sarebbe davvero un’apparizione miracolosa la sua, viste le situazioni che è chiamato a gestire in ogni angolo d’Italia, in terra, in cielo e in mare. Ma se anche non sarà presente di persona, credo che quanto accadrà nell’auditorium e nel piazzale della Regione possa servire a tutti come traccia, come indicazione operativa di quello che si può fare, partendo dai racconti e dalle esperienze – positive e negative – di chi il lavoro lo ha cercato e a volte lo ha trovato.

Sullo sfondo lo sfarinamento delle Province, che avevano larghissima parte del compito di promozione e di presidio dell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità. La lunga e confusa transizione verso un sistema che non si capisce quale sia, rischia di vanificare o di disperdere un patrimonio ricco di competenze (anche personali) nel quadro di una risistemazione burocratica che difficilmente – spero di sbagliarmi – metterà al centro il destino dei soggetti destinatari veri degli interventi di sostegno e di inclusione. Il nostro compito è quello di non abbassare mai la guardia, di non stancarci, di essere sempre sul pezzo. Uniti come è giusto, combattivi come è doveroso.

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07/07/2014

#noslot

Speculare sulla casa

Chissà quanto ci avranno pensato. Brainstorming, agenzie specializzate, focus group, e poi la grande scoperta: fra i sogni degli italiani, fra le aspirazioni che uniscono tutti, ricchi e poveri, c’è la casa di proprietà. Ma no? Chi l’avrebbe detto. E così nasce l’ultimo sberleffo a chi cerca, con saggezza, argomenti e buon senso, di frenare il fenomeno dei giochi e delle scommesse, anticamera (anche fisicamente) delle slot machine: la Sisal lancia “Vinci Casa”, con lo slogan “Puoi vincere la casa dei tuoi sogni”. [...]

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30/06/2014

Tendenze

Azzardo e scommesse, la droga dei più deboli

Esco per un attimo dal terreno che frequento maggiormente, anche in questo blog. E mi associo ai tanti appelli che dalle pagine di Vita cercano (con crescente e meritato successo) di arginare un fenomeno mostruoso, soprattutto nel nostro Paese, ovvero la diffusione dell’azzardo legalizzato, in tutte le forme possibili. Non lo chiamo “gioco”, perché è proprio qui l’inganno delle parole, il trucco perverso che spinge tante persone semplici a tentare la fortuna, immaginando che non si tratti di niente di speciale, solamente – appunto – un “gioco”, che si abbina alla speranza di un riscatto economico, di un improvviso rovesciamento delle sorti della propria fragile esistenza. [...]

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22/06/2014

barriere

Rottamare la sfiducia

Ci sono ricascato. Non sono riuscito a frenarmi. Ho accettato – e pure volentieri – la richiesta del Comune di Milano di svolgere un ruolo di consulenza e di supporto tecnico alla task force dell’amministrazione impegnata a garantire la migliore accessibilità possibile della città in vista di Expo 2015. L’incarico è totalmente gratuito, sia chiaro. Lo scrivo perché la formula tecnica “pro bono” magari non è di immediata comprensione per tutti. Così come gratuito è il mio impegno di volontario, nel ruolo di presidente di Ledha, la rete delle associazioni delle persone con disabilità in Lombardia. Questo significa che ho dovuto ridurre il tempo da dedicare alle collaborazioni professionali retribuite, quelle che mi consentono di vivere dignitosamente, di pagare il mutuo della casa, di fare la spesa, come tutti. Non mi basterebbe del resto la pensione di giornalista, che ho dovuto anticipare in considerazione dell’aggravamento della mia disabilità. Non sono un benefattore, però. Vi racconto tutto in piena trasparenza, cari amici di FrancaMente, solo perché di questi tempi il nemico più insidioso che incontro ogni giorno è la sfiducia. Il pregiudizio, la convinzione che chiunque si assume una responsabilità pubblica lo fa per un tornaconto personale, per acquisire potere, e magari anche denaro, in forme poco corrette. [...]

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08/06/2014

Orrori

Il Tribunale di Salute Pubblica

Ho capito.. Finalmente una parola chiara, so a chi rivolgermi. Da 61 anni non riesco a camminare per colpa dei medici che non hanno saputo curare la mia malattia genetica, l’osteogenesi imperfetta. Incapaci, inetti, legati a doppio filo agli interessi delle case farmaceutiche. Io, che avrei potuto sicuramente guarire se solo avessi incontrato per tempo il Grande Guaritore da Tutti i Mali. Ma ora basta, vado alla Farmacia del Tribunale. Sì, perché finalmente è stato istituito il Tribunale di Salute Pubblica. In ogni città. Basta andare con la tessera sanitaria dell’Asl, prenotare una visita dal magistrato di turno. [...]

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04/06/2014

politica

Vivere in un mondo parallelo

Non so che cosa stiano provando in queste ore tutte le persone per bene, e sono tantissime, che lavorano da sempre fra mille difficoltà, nel mondo che conosciamo e frequentiamo quotidianamente, fatto di progetti sociali, di cooperazione, di rapporti complessi con le istituzioni pubbliche, di ricerca di finanziamenti, anche minuti, per cose belle e giuste, delle quali siamo orgogliosi e fieri. E’ come se fossimo costretti a vivere in un modo parallelo, quasi immersi in un orrendo film di fantascienza, nel quale i detentori del potere fanno e disfano a loro piacimento, gestiscono e spartiscono enormi quantità di denaro, il tutto per anni e anni, quasi ovunque. Nel mondo parallelo gli altri cercano di non demoralizzarsi troppo, si impegnano, rispettano le regole, forniscono ingegno e lavoro praticamente in forma gratuita, specialmente se si paragonano le entità economiche. Ma girano praticamente a vuoto e tornano sempre alla casella del “via”. [...]

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26/05/2014

politica

Renzi, una sfida che ci riguarda

Comprendo oggi la delusione e lo smarrimento di tutti coloro che immaginavano il trionfo della lista del Movimento 5 stelle. Non dev’essere facile accettare un responso popolare così netto e duro. La concomitante vittoria del Pd guidato da Matteo Renzi e la evidente sconfitta del sogno di Beppe Grillo e Roberto Casaleggio (#vinciamonoi) è sicuramente una doccia gelata per tutti coloro, e sono tanti, che credevano nella possibilità di modificare radicalmente la politica italiana, spazzando via l’intera classe dirigente e sostituendola con il partito degli onesti e dei puri. Ognuno di noi conosce elettori di 5 stelle, anche impegnati nel sociale. Si sono accodati, negli ultimi mesi, al clima di rissa verbale ansiogena, agli urli di Grillo, agli insulti, al dileggio. Ma molti di loro sono certamente consapevoli che quelle erano esagerazioni, e che la realtà è molto più complessa, e che ogni giorno dobbiamo cercare di fare qualcosa per cambiare in meglio il Paese. [...]

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