GreenGeneration

29/01/2013

GREEN GENERATION

Essenziale

 Cecilia, che abita nella campagna del bolognese, aveva 5 anni quando ha cominciato a disegnare il pianeta vivente per mandarlo a Giornalisti Nell’Erba.  Ne aveva fatto due versioni: il mondo dentro e il mondo fuori.

Ecco la sua didascalia per il mondo “fuori”:  “Da un lato ci sta il mondo, visto tutto insieme da lontano. In mezzo, il tondo verde è Marte, poi c’è ancora Mercurio, l’Austria, l’Africa, la Spagnola, l’America, Venere, l’Italia e due papere”. Invece nel mondo “dentro” c’è la sua vita: “La mia casa, il giardino con i fiori e l’albero con sopra un nido e un’uccellino, tanti uccelli nel cielo, splende il sole, ci sono le farfalle, il cane”. Cecilia ovviamente (e come potevamo non capirlo) non c’è perché è in casa. Sta facendo il disegno. Un disegno che cambia tutti i giorni, a cui vengono  fatte delle aggiunte e a cui vengono cancellati dettagli. Il mondo cambia, continuamente, e lei lo continua a registrare ancora oggi che ha 7 anni.

“Il pianeta Terra è la vita, tutto quello che vedi è lui. Noi ci siamo sopra anche quando siamo fermi”, spiega Chiara in terza elementare ad Umbertide, in provincia di Perugia. Per Aurora, sua compagna di scuola, “sta male, questo pianeta, per le cose che noi umani gli leviamo”. E Chiara: “Questo pianeta è grande quanto la speranza di salvarlo dalla morte infinita”.

Eric e Davide, braccia incrociate sul tavolo della redazione del Gr1, forse a tenersi in su per sembrare più alti, discutono tra loro in una pausa di back stage prima di andare in onda.  Uno da Ascoli Piceno, l’altro da Monte Porzio Catone, si sono incontrati a Saxa Rubra per parlare del loro lavoro agli ascoltatori dell’ora di pranzo.  Nell’attesa, fanno due chiacchiere. “In classe abbiamo i cestini differenziati”, dice Davide che va in quinta, “ma io sono uno dei pochi che li usa correttamente, i miei compagni mica ci stanno attenti”. “Beato te che ce li hai”, replica Eric, che è in terza, “a me, proprio non mi stanno a sentire”.  “E’ che nel nostro mondo non siamo abituati a rispettare l’ambiente”, riflette Davide. “Già, prendi le persone che vivono nei villaggi africani: da questo punto di vista hanno certamente meno problemi, nessun cestino differenziato perché non hanno nulla da buttare. Tutto è essenziale”.  “Vabbé, mica possiamo vivere tutti come loro. Neppure loro lo vogliono”. “No, d’accordo, ma dovremmo imparare da loro a vivere con molto meno e loro, nel frattempo, non dovrebbero imparare da noi ma fare un salto in avanti”.

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29/12/2012

GREEN GENERATION

Quando il mio caporedattore…

Il  caporedattore, qualche decennio fa, mi somministrò come d’obbligo la lezione che tutti i caporedattori hanno inflitto ai galoppini della “nera”, quei giovani aspiranti giornalisti che un tempo correvano tra reparti di medicina legale e posti di polizia degli ospedali e ogni due ore chiamavano il “giro”, ossia ambulanze, commissariati, vigili del fuoco eccetera, per poi scrivere 20 righe al massimo di brevi non firmate. Impara, disse, quando un cane morde un bambino, è un trafiletto in cronaca, quando un bambino morde un cane è articolessa a sei colonne. E così si andava a caccia di bambini mordaci per poter “vincere” la firma sul giornale.

Se la regola valesse ancora, i giornali scriverebbero di un gruppo ben nutrito di bambini che “mordono”. Scriverebbero del ragazzino di 8 anni di Ascoli Piceno, responsabile Esteri di una testata nazionale, e della sua collega di 11 anni, corrispondente da Palermo e responsabile della gestione degli account sui social network del giornale. Poi, del vicedirettore, che ha solo 18 anni ed è già Alfiere della Repubblica per i suoi meriti giornalistico-ambientali. E della quattordicenne di Grottaferrata che dirige, scrive, impagina e cura la grafica di una pubblicazione (in unica copia, ma diffusa anche online) fatta tutta a mano, proprio a mano, con spago, carta, colla e pastelli, di svariate pagine e dedicata esclusivamente all’ambiente. E dell’esplosiva ragazza di 20 anni di Milano, sceneggiatrice, regista, attrice, operatore, montatore… di video efficacissimi sull’energia da fonti rinnovabili; del bambino di 9 anni di Livorno ha inventato dialoghi fantastici per spiegare la scienza ai giovanissimi, e di sua sorella, che di anni ne ha solo 6, ed ha già pubblicato un’inchiesta sulle bioplastiche. E … e sono tanti.

I giornali dovrebbero raccontare che c’è una rete di migliaia di ragazzi e ragazzini in ogni angolo del Paese, ragazzi e ragazzini che vogliono farsi sentire, farsi ascoltare, far sapere ai “grandi” che, almeno per l’ambiente, loro sono sentinelle vigili, senza padroni a cui rispondere, pronti a fare indagini e denunce senza guardare in faccia nessuno, proprio come si dovrebbe fare, come il mio caporedattore qualche decennio fa mi diceva per inculcarmi le prime regole della Deontologia.

Quel bambino di 8 anni di Ascoli, quella bambina di 11 anni di Palermo, quella ragazza di Grottaferrata e i loro colleghi hanno convocato una conferenza stampa a Roma, nella sede italiana della Commissione Europea, qualche giorno fa.  I giornali, alcuni, e alcune radio, ne hanno parlato.  I più attenti e sensibili, in modo corretto e anche facendo lo sforzo di scrivere davvero un pezzo e non copincollando il comunicato. Altri, la maggior parte, non in prima pagina, dove c’è Monti ed il balletto sulla candidatura (ma non i dettagli sulle stangate), Berlusconi e  i suoi monologhi televisivi, e persino la maternità di Jessica Simpson annunciata a Weight Watchers.  I grintosi e mordaci giovanissimi reporter sono stati piazzati in trafiletti interni, con titoli smielati (a volte anche sbagliati), di quelli scritti con il sorriso tra il commosso e il divertito che si dedicano ai piccoli che vogliono fare i grandi. Ed è un errore. I giovanissimi Giornalisti Nell’Erba non hanno nessuna intenzione di fare i grandi oggi. Vogliono poter essere grandi domani – e non è affatto scontato – in un mondo che i grandi oggi hanno tutelato come farebbero loro.

Ho imparato, in questi decenni, che le voci senza padrone di solito sono anche senza megafoni, e ho capito che l’antica lezione sui cani ed i bambini oggi vale oggi solo per alcuni giornalisti ed alcuni giornali, di rado quelli “spocchiosi” dalle centinaia di migliaia di copie e dagli editori poco puri. Non mi stupisco quindi.  Come non mi stupisco nel cercare troppo spesso invano notizie ambientali nelle loro pagine. Conto piuttosto su tutti gli altri, che sono tanti, molti di più dei lettori delle testate spocchiose. Conto su giornali come Vita e conto sulla caparbità dei giornalisti mordaci, quelli giovanissimi e quelli cresciuti, quelli che tutti noi possiamo essere.

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