La puntina

03/06/2012

cronaca

Il memoriale ai milanesi di Benedetto XVI

Nel 1983, in occasione della visita di Giovanni Paolo II a Milano, Giovanni Testori raccolse il corpus dei suoi discorsi scrivendone una appassionata Introduzione. Chiamò quella raccolta, pubblicata negli Oscar Mondadori pochi mesi dopo la visita del Papa, “Il nuovo memoriale ai milanesi”, richiamando cos’ il titolo del “memento” che Carlo Borromeo inviò alla diocesi e al popolo di Milano nel 1576 sulle cicatrici ancora aperte e gementi della peste.

In quell’introduzione Testori scriveva così: “Non è stata quella di Giovanni Paolo II, una visita politica. Chi lo temeva e, magari, lo desiderava per poter inasprire i toni della propria polemica, la quaale spesso preferisce scendere di gradi sino ad assumere i toni della menzogna, dell’insulto e dello spregio, è rimasto deluso. Chi pensava che una città, una diocesi, un popolo fossero riducibili alla mediocre filosofia e alla mediocre prassi di un’élite in bilico perenne e compiaciuto tra consumismo accettato e rivoluzione sociale ammiccata solo fin che resti, come sogno o come inutile serva, alla porta, ha dovuto fare i conti con la fede, la realtà, la passione, il coraggio, l’appello e la preghiera, dunque con la forza di presenza e di vita di quella città, di quella diocesi, di quel popolo. Non riconoscere tale presenza significa far professione continua di falsità; significa, per voler accecare gli altri, accecarsi da sè”. [...]

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16/04/2012

cronaca

Accattonaggio a Milano. Granelli come De Corato

Ieri, ho strabuzzato gli occhi quando mi è arrivato il Comunicato di Marco Granelli, assessore alla Sicurezza, Coesione sociale,  Polizia locale di Milano. Eccolo: “Vogliamo quantificare e contrastare il fenomeno dell’accattonaggio dietro il quale si nascondono racket dediti a reati molto gravi. Si tratta di spesso persone con gravi difficoltà fisiche, talvolta esse stesse vittime della criminalità, che però costituiscono fonte di molestia per i cittadini e per questo vanno allontanate. L’intervento delle Forze dell’Ordine può farle uscire dalla rete della malavita”. [...]

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13/01/2012

cronaca

Vietare i Suv nelle città

Poco fa nella mia pagina Facebook a fronte dell’ennesimo morto provocato da un Suv a Milano, un vigile urbano travolto perchè lo voleva fermare, ho scritto: “Sarò esagerato ma io vieterei i Suv, o in alternativa li perseguiterei prevedendo anche il carcere preventivo per i proprietari e le proprietarie”. Due righe che hanno suscitato molte reazioni pro e contro. Io sono del tutto convinto, vietiamo i Suv in città, oppure perseguitiamo con le tasse i proprietari.  Suv è un acronimoche sta per Sport Utility Vehicle, traducibile come Veicolo Utilitario Sportivo, veicolo nato per terreni di guerra o per i fuoristrada. Basta una veloce ricerca su Google per rendersi conto di una contabilità pazzesca riguardo i morti provocati dai Suv, in città.

Un amico mi ha mandato questa riflessione di un grande della cinematografia francese ed europea, Luc Dardenne: Aumentano le 4×4 sulle strade e nelle vie cittadine. Arnesi alti sulle ruote, con paraurti d’acciaio e fari schermati da una grata. Sono l’espressione della nuova posizione del ricco: protezione e aggressività. Viaggiano protetti nel loro mezzo militarizzato. Loro non sanno dove vanno, ma il loro veicolo sì. Vanno allo scontro. Le loro automobili sono carri armati di una guerra civile latente. Un giorno, i cosiddetti esclusi, rovesceranno questi mezzi e gli appiccheranno il fuoco. I ricchi penseranno di essere vittime di un’improvvisa esplosione di barbarie. Vedendo i figli coperti di sangue sul sedile posteriore, di colpo saranno presi dalla rabbia omicida e scopriranno che sui roll bar di protezione della loro auto c’era una torretta con una mitraglia pronta all’uso. Spareranno senza tregua, percorreranno in lungo e in largo la città e la campagna, in cerca del nemico. Saranno spietati. E lo stesso i loro nemici.

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05/01/2012

cronaca

Suicidarsi per il lavoro che non c’è e per i debiti

Un suicidio al giorno tra i disoccupati: una ricerca dell’Eures, istituto di ricerche economiche e sociali, relativa al 2009 e resa nota il 3 gennaio scorso, già delineava un aumento record dei suicidi per motivi economici con dati impressionanti. A pagare questo prezzo sono sempre più gli uomini, più fragili rispetto alla perdita di ruolo determinata dal licenziamento o dai debiti. Come è stato anche evidenziato dai fatti di cronaca di questo inizio 2012, che hanno visto piccoli imprenditori, ma anche un pensionato, in crisi economica decidere di togliersi la vita. Se il trend dei suicidi seguirà il trend della crisi dovremo aspettarci dati ancor più impressionanti nel 2010 e 2011. [...]

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24/11/2011

cronaca

Cattivi pensieri

Per nulla tranquillizzante la spiegazione di Antonio Di Pietro sullo scandalo Finmeccanica. Interpellato dai giornali a proposito di un suo coinvolgimento dice: “Anche noi contattati da Guargaglini (Finmeccanica) per qualche tozzo di pane. Gli dissi di no”. Ma se gli offrivano una minestra o addirittura una torta? O una Mercedes o un appartamento, bene a cui si è già mostrato sensibile?

Ora che Berlusconi non c’è più ritorna la privacy. Vietati in Parlamento i teleobiettivi. Già non c’è più da beccare le pruderie dell’era berlusconiana, ma la manomorta autopromozionale di Enrico Letta con i suoi pizzini a Monti. “Mario se avessi bisogno…”. Tutto questo mi fa un po’ schifo. Articoletti, brevi e taglio basso sui giornali e piccole indignazioni di Fnsi e Ordine dei giornalisti. Associazioni ipocrite e inutili.

Lorenzo Ornaghi non molla la cadrega (cioè poltrona) di rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. La notizia è stata ufficializzata ieri da un lungo Cda dell’Università in imbarazzo per la scelta del suo rettore di non dare le dimissioni come il tanto invocato “bene comune” avrebbe voluto. Ornaghi ha scelto, vista la scadenza del suo mandato fissata nel 2014, di garantirsi la possibilità di tornare. I poteri da qui al 2013 andranno al prorettore vicario che gestira le incombenze della complessa macchina universitaria. Delle due l’una, o Ornaghi crede che il Governo Monti duri pochissimo, oppure pensa che la Cattolica possa nadare avanti senza un vero Rettore. In ogni caso una scelta da biasimare

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05/11/2011

cronaca

Meglio leggere Santa Caterina o Primo Levi che il Corriere

Oggi Il Corriere della sera con un errore madornale, scegli come apertura di prima pagina questa foto con questa didascalia: “Genova, via Fereggiano: un vigile del fuoco sta portando in salvo un passeggero dell’auto semisommersa dall’acqua del torrente esondato”. Si tratta di una topica colossale, quella foto, che qui riproduciamo, è vecchia almeno di una settimana. È stata postata su Facebook il 29 ottobre scorso come segno di solidarietà e di dolore per la morte di Sandro Usai, il volontario di Monterosso morto mentre salvava dei turisti. Dal 29 ottobre questa foto è stata condivisa da circa 60mila utenti di FB e altri 15mila hanno espresso il loro “Mi piace”. [...]

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05/08/2011

cronaca

Migranti, da inizio anno oltre 2000 morti

Ieri l’ennesima strage nel Mediterraneo, sulla rotta che porta dalla Libia sotto attacco all’isola di Lampedusa. E ancora un giallo su quella che sembra essere l’ennesima omissione di soccorso delle navi da guerra della Nato. Le vittime sarebbero decine, alcuni testimoni parlano addirittura di cento persone. Si trovavano a bordo di un vecchio peschereccio di 20 metri partito venerdì scorso dalla Libia con 300 passeggeri a bordo che da due giorni vagava 90 miglia a sud di Lampedusa, con il motore in avaria. Il racconto dei superstiti è ancora al vaglio degli investigatori. I passeggeri sarebbero morti di stenti e disidratazione. Le vittime sono soprattutto donne e bambini. I loro corpi sono stati abbandonati in mare. [...]

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14/04/2011

cronaca

In 15 giorni 165 morti nel Canale di Sicilia. L’Europa fa vomitare

Il 6 Aprile scorso avevo dedicato un post alla tragica contabilità dei primi giorni di Aprile riguardo i migranti che attraversano il Canale si Sicilia. “In soli 10 giorni”, scrivevo, “la macabra e approssimativa contabilità del Mare monstrum ci dice che ci sono stati circa 100 morti, i dispersi sono circa 500. In 10 giorni sono già numeri superiori a quelli di tutto il 2010! Lo scorso anno, il 2010, nel Canale di Sicilia persero la vita 49 profughi in fuga dall’Africa, di altri 376 non se ne seppe più nulla e ufficialmente compaiono nella colonna dispersi”.

Ebbene, quella tragica e pur recente contabilità si deve riaggiornare di giorno in giorno nell’indifferenza dei più. Lo facciamo. [...]

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06/04/2011

cronaca

L’Aquila e il mistero Cialente

Oggi sono i due anni dal terremoto dell’Aquila. Ho seguito con partecipazione e coinvolgimento personale la storia di questi due anni recandomi più di una volta nelle zone colpite. In questo blog ho raccontato dello strazio dei primi giorni, dei germogli di solidarietà delle prime settimane, delllo smarrimento del tessuto comunitario strappato quanto le vie e le case (a questo tema dedicammo anche un numero monografico del mesile Communita, “Aquila 09. Una comunità al ground zero”, e le inchieste sulla Protezione civile. In questi due anni, il settimanale Vita non ha fatto mancare il suo racconto libero e attento, anche sul numero ancora in edicola con l’editoriale di Giustino Parisse. [...]

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02/03/2011

cronaca

Da eroi a coglioni

Lui si chiama Giovanni Valsecchi, baffi bianchi, cappello e giubbotto della Protezione civile, un uomo solido come appare dalla foto, probabilmente persona che non ha mai avuto paura di fatiche o sacrifici. Eppure molti tra voi, come è capitato a me, lo avrà visto piangere in diretta sul Tg1 il giorno del ritrovamento del corpo della povera Yara dopo 91 giorni. Valsecchi in questi tre mesi era diventato quasi noto, essendo il responabile della Protezione civile di Brembate, il capo dei volontari che per giorni e giorni, 91 senza saltare un giorno, hanno fatto di tutto per ritrovare il corpo della ragazzina scomparsa perlustrando il terreno metro per metro. Le immagini delle loro ricerche per settimane ci avevano restitituito l’idea di un’intera comunità mobilitata e stretta attorno alla famiglia Gambirasio con un grande impegno collettivo. 2.000 volontari che insieme avevano rinunciato ad almeno 5.000 giornate normali, a casa al riparo da pioggia o neve o freddo o in bocciofila a giocare a carte. [...]

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