La puntina

04/06/2013

Politica

Per il 2 per mille due minuti, per il 5 per mille 7 anni non bastano!

Nei giorni scorsi, via twitter, Facebook ed e mail ho ricevuto decine di messaggi di questo tenore: Abolizione del finanziamento pubblico dei partiti, non è che si stanno prendendo per i fondelli? Rispondo a tutti qui. Sì, ci stanno prendendo per i fondelli. E non una sola volta, ma due. Anzi, due per mille! [...]

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30/04/2013

Politica

Caro Letta, ma il “non avere alternative”, non è un valore

Ha ragione Enrico Letta quando nella sua replica al Senato prima del definitivo voto di fiducia ha avvertito, “C’è un carico di aspettative assolutamente eccessivo rispetto all’oggettiva fragilità di ciò che abbiamo fatto e ci apprestiamo a fare e alla situazione che rimane di grandissima difficoltà ed emergenza. Se non c’è questa consapevolezza sbaglieremo”. Da parte sua non ha lesinato il richiamo ai “limiti anche personali” oltre che oggettivi, veniamo da uno stallo istituzionale di 60 giorni, rispetto al compito assunto. Segno di saggezza e sobrietà. [...]

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07/03/2013

Politica

Caro Bersani, ti lascio con i tuoi gné gné

Io non capisco Bersani, davvero. E non è che non mi sia sforzato soprattutto negli ultimi mesi. Diciamo da settembre in qua, appassionandomi alla partita delle primarie che avevano suscitato qualche speranza. Speranze inciampate contro Nico Stumpo, Miguel Gotor (nomi da fumetto) e l’apparato, con regole che cambiavano di settimana in settimana.

Ieri ho seguito (non integralmente, ma quanto basta) l’infinita riunione di direzione del Pd, aperta e chiusa da Bersani, durata 8 ore e 30, quasi. Bersani ha iniziato proponendo gli ormai famosi 8 punti  e dopo 8 ore ha finito riproponendoli senza cambiare una virgola. Del resto il dibattito è stata una liturgia lunghissima quanto vuota e zero interessante (ma perchè tanta gente ha parlato senza avere nulla da dire?) [...]

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26/02/2013

Politica

Elezioni 2013: Cosa è davvero successo

Per capire cosa è davvero successo in queste elezioni che certificano la fine della Seconda Repubblica è utile fare un po’ di memoria sottraendosi per un attimo al chiacchiericcio dei talk show politici che continuano a non leggere i dati di realtà.

Operazione memoria. Le Elezioni politiche 2008, per limitarci alle due forze protagoniste del bipolarismo e al dato della Camera, avevano consegnato questo risultato: Il Pdl aveva raccolto oltre 13,6 milioni di voti per una percentuale del 37,4%, il Pd aveva raccolto oltre 12 milioni di voti per una percentuale del 33,7%. Cinque anni dopo il Pdl ha perso quasi la metà dei voti (7,1 milioni di voti raccolti in queste elezioni e una quota percentuale del 21,5)) e 12 punti percentuali; il Pd ha perso quasi 4 milioni di voti (8,4 milioni nelle elezioni 2013 e una quota percentuale del 25,4%) e 8 punti percentuali. Un’emorragia impressionante. I due attori del bipolarismo che ha caratterizzato la Seconda Repubblica hanno perso oltre 10 milioni di voti certificando il loro distacco tragico dalla vita del Paese. Detto questo è pur vero che rispetto ai sondaggi  di inizio gennaio (4 gennaio, sondaggio Ipsos per Ballarò) il Pd che era dato al 36% ha perso in poco più di due mesi oltre il 10% e il Pdl che era dato al 15,1% ha rimontato 6 punti. Chi si accontenta gode? Io credo di no. In archivio oggi vanno anche Fini, Di Pietro, Ingroia, Vendola e Casini sono all’anticamera dell’archivio. Monti, forse, avrà capito che un conto è dire “Siamo una forza maggioritaria”, un altra è prendere voti. Ma chi gliel’ha fatto fare? [...]

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06/02/2013

Parlamento Politica

Elezioni 2013: passaggio d’epoca?

Comunque la pensiate e comunque vadano a finire, le elezioni 2013 segnano dei passaggi epocali che è importante sottolineare ed avere ben chiari.

Finale di partito. Dal 1997 ad oggi nessuna nuova forza politica (e ne sono nate tante), si è più chiamata “partito”. L’ultimo Partito a nascere e a mettere nell’insegna questa definizione è stato il Partito Democratico. La fiducia nella forma partito, la sua reputazione, il riconoscimento di questa forma come percorso di partecipazione è oramai pari a zero, a voler essere generosi. È coscienza comune e diffusa che la forma partito, il suo corrompersi e allontanarsi dalla realtà, è una delle cause dei problemi che stiamo vivendo, non la sua soluzione. L’avvitarsi e il degradarsi della forma partito su se stessa è uno dei problemi della nostra democrazia sempre più solo formale. Eppure, se questo dato è chiaro a tutti nel suo continuo ondeggiare tra politica autoreferenziale e d’élite e antipolitica, non è chiaro chi e che cosa ne prenderà il posto. L’unica cosa certa e che siamo alla fine di un processo lungo quasi due secoli e che una storia nuova resta tutta da scrivere. Sappiamo che per ora c’è stata una rivoluzione soprattutto, se non solo, nominalistica: il profluvio di “civismo”  e di “civile” ne è la testimonianza. Una certa, anche se ancora timida per la mancata riforma della legge elettorale, accortezza nel comporre le liste è un pallido segnale. Ecco allora le liste civiche, le scelte civiche, le rivoluzioni civiche e i patti civici che si sono affacciati in queste elezioni. Un cambiamento nei nomi e in alcune regole che segnalano il pertugio di un cambiamento possibile, ma resta tutta la sostanza del cambiamento ancora da fare. Da segnalare come piccolo segno di speranza per un rinnovamento ciò che il PD ha fatto con le primarie sia pur con tutto il peso e i trucchi di un apparato Novecentesco. [...]

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06/12/2012

Politica

La sfida di un welfare generativo per combattere la povertà

Mi ha molto colpito il contenuto del 12° Rapporto sulla povertà della Fondazione Zancan e la forma della sua presentazione.Pertiamo da quest’ultima, come ha spiegato Monsignor Giuseppe Pasini, presidente della Fondazione Zancan: “Abbiamo voluto evitare la forma della Conferenza stampa che aveva come risultato di far parlare i giornali del tema povertà e dei suoi numeri, un giorno l’anno, per promuovere un seminario ristretto dedicato agli attori principali della lotta alla povertà e alla lettura di tale fenomeno sociale”. Infatti, eravamo una ventina, rappresentati gli sitituti di ricerca, Istat, Banca d’Italia, qualche rappresentante di organizzazioni di primo e secondo livello impegnate sul tema, qualche giornalista specializzato, personale di governo, sindacati. È questa è la prima significativa novità, una convocazione d’attori impegnati e interessati nella sfida di vincere la povertà, piuttosto che l’offerta di una notizia da bruciarsi in giornata.

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29/11/2012

Politica

F 35, un memorandum per Bersani (bugiardo o distratto?)

Il nostro magazine è stato il primo a dedicare una copertina allo scandalo F 35, era l’11 settembre 2011 (qui a lato una riproduzione). Il Governo Berlusconi-Tremonti aveva appena varato una manovra di sacrifici e tagli eppure stanziava un copioso gruzzolo di miliardi per degli aerei da guerra. Con il Governo Monti-Grilli le cose, se possibile, sono andate peggi, sia in fatto di lacrime e sangue sia per lo stanziamento degli F 35 sia per il peso delle bugie raccontate in questi mesi.

Da un anno la società civile è mobilitata sul tema. Sulla base di un ragionamento semplice: che senso ha spendere tutti questi soldi mentre si costringono milioni di italiani a fare enormi sacrifici e mancano i soldi per il lavoro, la scuola, la lotta alla povertà, i servizi degli enti locali, la protezione civile, la polizia e la giustizia, la sanità? Contro questa decisione irresponsabile, la Tavola della pace, la Rete Italiana per il Disarmo e la Campagna Sbilanciamoci! hanno anche promuovono una Giornata nazionale di mobilitazione contro gli F-35 lo scorso 25 febbraio 2012 nell’ambito della campagna “Taglia le ali alle armi” lanciata dalle tre organizzazioni.

In decine di città (tra cui Torino, Bari, Perugia, Napoli, Milano, Roma, Novara, Trieste, Cagliari, Trento…) si sono raccolte migliaia le firme dei cittadini contro l’acquisto degli F-35 che sono state consegnate al Parlamento, dove si discuteva la riforma delle Forze Amate. E gli stessi parlamentari sono stati chiamati, collegio per collegio, a prendere una posizione pubblica. In molti lo hanno fatto e in Parlamento sono state presentate  interrogazioni. Interrogazioni che hanno costretto nel febbraio del 2012, nel bel mezzo di una crisi economica senza precedenti, il ministro “tecnico” della Difesa, l’ammiraglio Giampaolo Di Paola ad annunciare pomposamente che l’Italia avrebbe acquistato solo 90 F35, invece dei 131 inizialmente prenotati, così da ottenere un risparmio di cinque miliardi di euro. Una balla clamorosa smentita poi dalla preoccupante escalation dei costi prevista nel rapporto americano, di cui il ministro “tecnico” (?) Di Paola era già a conoscenza e che ha volutamente omesso. Se l’ammiraglio a febbraio dice “l’areo costa 80 milioni” (di dollari), ma a settembre si corregge e dice che in verità i milioni sono 127 (!), voi Parlamento che fareste? Lo chiamereste per farvi spiegare come mai il costo di un aereo in sette mesi possa aumentare da 80 a 127 milioni. Un genio: un costo previsto e staanziato di 17 miliardi di euro (di cui 2 miliardi e mezzo già pagati alle imprese).

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30/10/2012

Politica

L’endorsement di Matteo Renzi

 

Ieri sera, anche sull’onda della preoccupazione per i risultati delle Regionali sicialiane dove oltre il 52% non ha votato (Crocetta che ha vinto è espressione di meno del 15% dell’elettorato), ho deciso di andare al Teatro Dal Verme di Milano, dove il camper di Matteo Renzi si fermava per la sua 96° tappa (su 100, infatti il tour si chiude oggi con le tappe a Urbino, Ancona e Cesena dopo una quarantina di giorni, circa 20mila chilometri e oltre 100mila euro raccolti).

Dopo averlo incontrato in redazione, il 18 ottobre scorso, insieme a una quaratina di presidenti e direttori di grandi organizzazioni non profit (qui un momento dell’incontro che Renzi aveva chiesto per ascoltare e capire), ero giornalisticamente curioso di partecipare ad una delle tappe del suo tour e di verificare di persona i segreti del format su cui tanto si è favoleggiato e che riempie teatri e piazze (anche ieri sera, 2000 dentro il Teatro e qualche centinaio fuori). [...]

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22/10/2012

Politica

I cattolici rottamano la seconda Repubblica e i partiti, ma…

Si è chiuso oggi a Todi  il Forum delle Associazioni cattoliche impegnate nel sociale e nel mondo del lavoro. Con qualche polemica e acciacco, le dimissioni del segretario Natale Forlani a 48 ore dall’inizio del Forum e l’uscita di Coldiretti una delle 7 organizzazioni promotrici (con Acli, Mcl, Compagnia delle opere, Cisl, Federsolidarietà, Confartigianato), oggi si è tirato le fila di Todi 2 e del lavoro preparatorio lungo qualche mese (qui alcune delle riflessioni). Seguendo la diretta provo a riassumere i contenuti con qualche provvisorio appunto. [...]

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03/05/2012

Politica

Così la Goldman Sachs conquista l’Europa

The Indipendent

Le due infografiche molto istruttive che qui riproponiamo, non sono apparse su un sito di antagonisti globali o di Okkupy, ma su un quotidiano inglese autorevole come The indipendent (qui il link) che ha inaurato un vero e proprio dibattito sulla consegna dell’Europa nelle mani di Goldman Sachs, una delle più grandi banche d’affari del mondo. L’immagine è impressionante e molto eloquente, Irlanda (Peter Sutherland), Francia (Antonio Borges), Italia (Mario Monti), Grecia (Lucas PApademos e Petros Christodoulou), Germania (Otmar Issing),  Belgio (Karel  e Bce sono già governate da uomini della Goldman , se Jim O’Neill, chairman della Gestione degli Asset della Goldman Sachs, verrà nominato governatore della Bank of England la conquista sarà completa. Dalle radici cristiane, quindi, alla Banca d’affari padrona del mondo. È questo il destino dell’Europa? È questa l’Europa per cui hanno combattuto e sofferto i nostri padri?

In Europa e nel mondo se ne discute, ne discute pure il sito principe del gossip finanziario zerohedg, solo in Italia pare vietato parlarne e domina un silenzio letteralmente tombale. Si discute dell’autocandidatura di Santoro a direttore generale della Rai o su Grillo (almeno lui ne spara qualcuna…), e basta e i grandi quotidiani non ci risprmiano neppure titoli dedicati a SuperMArio Monti.

Vabbé, io ve l’ho detto, ritenevo giusto informarvi :-)

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