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	<title>Latinos</title>
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	<description>Cronache sudamericane</description>
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		<title>Argentina: l&#8217;ultimo schiaffo della &#8220;giustizia&#8221; alla madre coraggio che combatte la tratta umana</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Dec 2012 17:52:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Manzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Tratta]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Argentina è commossa per la sua storia e sdegnata per una sentenza che ha fatto gridare alla vergogna tutto il paese del tango. La storia è quella di “mamma coraggio” Susana Trimarco, alla quale dieci anni fa i boss che controllano la prostituzione ed il traffico di droga nella povera e violenta provincia di Tucumán, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’Argentina è commossa per la sua storia e<strong> sdegnata per una sentenza che ha fatto gridare alla vergogna</strong> tutto il paese del tango. La storia è quella di “mamma coraggio” Susana Trimarco, alla quale dieci anni fa i boss che controllano la prostituzione ed il traffico di droga nella povera e violenta provincia di Tucumán, avevano rapito la figlia María de los Ángeles Verón, da tutti conosciuta semplicemente come “Marita”. <span id="more-421"></span>E la madre, per ritrovarla, si finse una arruolatrice di squillo. La vergogna è che le 13 persone coinvolte nel sequestro e nello sfruttamento della ragazza, così come di altre centinaia di ex schiave, sono state tutte assolte dai giudici. Incredibilmente liberi dunque i potenti fratelli Ale &#8211; Rubén alias “la maiala”, la chancha in spagnolo e Angel alias “la scimmia”, el mono &#8211; i boss locali che 140 testimonianze di ex prostitute schiave, di poliziotti non corrotti e di<strong> gestori di bordelli inchiodavano come i violentatori e responsabili del sequestro di “Marita</strong>”. Per continuare a leggere clicca qui dove c&#8217;è il mio articolo integrale pubblicato ieri su <a title="Continua a leggere ..." href="http://www.ilsecoloxix.it/p/mondo/2012/12/13/AP5rdLBE-squillo_schiaffo_coraggio.shtml">Il Secolo XIX</a>.</p>
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		<title>Accadde oggi in America latina</title>
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		<pubDate>Mon, 28 May 2012 16:11:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Manzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notiziario]]></category>
		<category><![CDATA[Accadde oggi in America Latina]]></category>

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		<description><![CDATA[Riprende da oggi l'aggiornamento delle principali notizie sociali e del mondo delle ong di questa parte di mondo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>BRASILE, DILMA VIETA PARZIALMENTE CODICE FORESTALE</strong><br />
La presidente del Brasile, Dilma Rousseff, ha vietato parti di testo del nuovo Codice forestale recentemente approvato dal Parlamento. In tutto, il capo di Stato ha abolito 12 articoli e fatto 35 modifiche di contenuto dove era previsto, a certe condizioni, il condono per i disboscatori.L&#8217;intervento di Dilma e&#8217; avvenuto nell&#8217;ultimo giorno utile per ratificare o respingere il progetto di legge, dopo un&#8217;intensa pressione popolare capeggiata soprattutto dalle organizzazioni ambientaliste.</p>
<p><strong>CILE, DISASTRO SANITARIO PER MEZZO MILIONI DI MAIALI</strong><br />
Il governo Cileno  ha chiuso e  evacuato mezzo milioni di maiali dello stabilimento di processamento della carne di Freirina dopo violenti scontri tra la popolazione locale e i proprietari dell’impianto. Il rischio è quello del disastro sanitario. Da giorni infatti i maiali stanno morendo a causa di un’infezione causata da una rottira agli impianti di ventilazione. L’odore è insopportabile da cui le proteste degli abitanti</p>
<p><strong>PABLO ESCOBAR DIVENTA UNA SERIE TELEVISIVA</strong><br />
Dal mito alla tv. La storia di uno dei boss del narcotraffico più famosi di tutti i tempi, Pablo Escobar, finisce adesso in televisione. Una serie in 63 puntate che seguirà tutta la sua vita dagli inizi fino alla sua morte. Sarà trasmessa da Caracol Tv ma poi venduta in tutto il mondo.</p>
<p><strong>UN GENERALE BOLIVIANO RACCONTA LE PROMESSE FATTE AL CHE AL MOMENTO DEL SUO ARRESTO</strong><br />
Nel 1976 partecipò alla cattura del Che. Il generale Boliviano Gary Prado Salmón racconta la sua versione dei fatti e di come abbia detto al Che che sarebbe stato giudicato di fronte ad una corte marziale, cosa poi non avvenuta</p>
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		<title>Brasile: il veto possibile di Dilma al nuovo Codice Forestale</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 11:42:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Manzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Brasile]]></category>

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		<description><![CDATA[In vista di Rio +20 e delle proteste a livello mondiale per il Nuovo Codice Forestale Dilma Rousseff sta pensando di porre il suo veto alla legge già approvata dalla Camera e dal Senato verde-oro. In particolare il veto andrebbe a colpire la tanto discussa amnistia ai disboscatori. Sandra Charity, direttrice Foreste del WWF Inghilterra, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In vista di<strong> Rio +20 </strong>e delle proteste a livello mondiale per il Nuovo Codice Forestale Dilma Rousseff sta pensando di porre il suo veto alla legge già approvata dalla Camera e dal Senato verde-oro. In particolare il veto andrebbe a colpire la tanto discussa amnistia ai disboscatori. Sandra Charity, direttrice Foreste del <strong>WWF</strong> Inghilterra, fa sapere da Londra che la nuova legge, se controfirmata da Dilma, &#8220;sarà addirittura quasi peggio del primo Codice forestale, quello del 1934&#8243;. Per <strong>Greenpeace </strong>&#8220;se la Rousseff non dovesse porre il veto sarà molto difficile per lei e il Brasile presentarsi al Rio + 20 come difensori dell&#8217;ambiente&#8221;. <span id="more-397"></span>E intanto in Brasile è nato il movimento &#8220;VETALO TODO DILMA&#8221;, letteralmente &#8220;Vetalo tutto&#8221; che furoreggia nelel reti sociali e che è appoggiato da intellettuali, artisti e personaggi come <strong>Marina Silv</strong>a, l&#8217;ex ministro dell&#8217;Ambiente di Lula che lasciò l&#8217;incarico proprio prevedendo il cambio delle politiche ambientali da parte dell&#8217;esecutivo brasiliano. Da oggi la presidente Rousseff ha ancora tre settimane per decidere. L&#8217;altroieri, per la cronaca, <strong>Dilma ha incontrato Katia Abreu</strong>, deputata della &#8220;bancada ruralista&#8221;, ovvero la schiera di parlamentari, la maggioranza visti i risultati delle votazioni alla Camera e al Senato, a favore di più &#8220;capitalismo produttivo&#8221; anche in Amazzonia. La nostra speranza è che le abbia preannunciato il veto ma, purtroppo, sul polmone verde del mondo gli interessi economici &#8211; delle multinazionali brasiliane ed internazionali &#8211; sono oggettivamente enormi.</p>
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		<title>Il Brasile denuncia Twitter per gli autovelox mancati</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 16:21:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Manzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Brasile ha appena denunciato Twitter per aver permesso ai suoi utenti di twittare la posizione dei posti di blocco che fermano chi guida in stato di ebrezza. L’account incriminato, in Brasile, risponde al nick LeiSecaRJ e ha 300.000 followersIl governo del Brasile non ha affatto gradito la cosa perché permette, appunto, di evitare i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Brasile ha appena denunciato Twitter per aver permesso ai suoi utenti di twittare la posizione dei posti di blocco che fermano chi guida in stato di ebrezza. L’account incriminato, in Brasile, risponde al nick LeiSecaRJ e ha 300.000 followers<span id="more-393"></span>Il governo del Brasile non ha affatto gradito la cosa perché permette, appunto, di evitare i controlli e potrebbe incentivare la pratica di mettersi alla guida anche da ubriachi. Per questo il Brasile ha denunciato Twitter e l’utente chiedendo un risarcimento di 290.000 dollari al  giorno.</p>
<p>Twitter non ha ancora risposto alla denuncia, ma questa faccenda potrebbe provocare un effetto domino e accelerare l’attuazione della nuova politica censoria della piattaforma di microblogging</p>
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		<title>L&#8217;Iran lancia la sua prima Tv in spagnolo con l&#8217;obiettivo al Sudamerica</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 20:08:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Manzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Non solo notizie ma anche film iraniani e documentari. Obiettivo raggiungere via satellite i bouquet tv dei paesi latinoamericani per migliorare l’immagine del paese nella regione. Si chiama Hispan TV e da ieri è attivo 24 ore su 24. Il lancio l’ha fatto il presidente Ahmadinejad in persona definendo la rete satellitare uno “strumento per spezzare l’egemonia informativa occidentale”. Letto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non solo notizie ma anche film iraniani e documentari. Obiettivo raggiungere via satellite i bouquet tv dei paesi latinoamericani per migliorare l’immagine del paese nella regione. Si chiama<a title="Il sito di Hispan Tv" href="http://www.hispantv.com/" target="_blank"> Hispan TV</a> e da ieri è attivo 24 ore su 24. <span id="more-391"></span>Il lancio l’ha fatto il presidente Ahmadinejad in persona definendo la rete satellitare uno “strumento per spezzare l’egemonia informativa occidentale”.</p>
<p>Letto in diretta anche un messaggio di auguri del venezuelano Chávez alla cui tv Telesur, in funzione anti CNN, Hispan TV ha detto di ispirarsi.</p>
<p>In bocca al lupo anche dalla redazione di Vita!</p>
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		<title>La crisi italiana e l&#8217;analogia storico-politica con l&#8217;Argentina del default</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 11:38:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Manzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;è un esempio nel recente passato, chiarissimo, che tutti coloro che oggi debbono decidere del futuro del Paese dovrebbero tenere bene a mente. Siamo nell’estate del 2001, a Buenos Aires. L’allora ministro dell’Economia Domingo Cavallo &#8211; tra l&#8217;altro anche italiano di passaporto essendo il papà piemontese – decide di ristrutturare il debito nazionale con l’aiuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è un esempio nel recente passato, chiarissimo, che tutti coloro che oggi debbono decidere del futuro del Paese dovrebbero tenere bene a mente. Siamo nell’estate del 2001, a Buenos Aires. L’allora ministro dell’Economia Domingo Cavallo &#8211; tra l&#8217;altro anche italiano di passaporto essendo il papà piemontese – decide di ristrutturare il debito nazionale con l’aiuto del FMI. Tuttavia commette un errore che oggi, in Italia, potrebbe essere ripetuto. Antepone gli interessi della sua fazione politica a quelli del suo Paese. <span id="more-382"></span>Ad ottobre, infatti, a Buenos Aires si vota per le amministrative e la ristrutturazione del debito con relative misure di bilancio vengono rinviate. Meglio farle dopo, ancor più che l’impegno all’aiuto del FMI è stato preso e dunque è solo questione di poche settimane.</p>
<p>Peccato che un elemento esogeno, ovvero l’11 settembre 2011, faccia saltare i piani argentini e, data la portata dell&#8217;attacco alle Torri Gemelle, gli Stati Uniti – all’epoca più di oggi decisivi per erogare le tranche di aiuti del Fondo – si tirano indietro e, di conseguenza il FMI non rispetta l’impegno assunto nell’estate. Le amministrative d’ottobre si tengono ma, oramai, è troppo tardi.</p>
<p>Oramai la strada del default e del successivo “corralito”, ovvero il blocco dei conti correnti bancari con contemporanea svalutazione del peso del 350%, è ineludibile. Queste cose non le dico io ma è <a title="L'ammissione dell'errore fatta a O Globo" href="http://oglobo.globo.com/economia/mat/2011/11/03/euro-precisa-ser-desvalorizado-diz-ex-ministro-argentino-domingo-cavallo-925735356.asp" target="_blank">lo stesso Cavallo</a> ad averle affermate qualche giorno fa al principale quotidiano brasiliano, Globo. “Il mio errore più grande”, dice Cavallo, “è stato quello di avere atteso il voto amministrativo invece di implementare subito le riforme”.</p>
<p>Chiaramente oggi non c’è il rischio di un nuovo 11 settembre ma, imprevisti esogeni possono sempre accadere. Basti pensare alla questione iraniana su cui, chiunque soffi sul fuoco rebus sic stantibus, va contro gli interessi nazionali italiani.</p>
<p>Se infatti si dovesse scegliere la via prospettata da Berlusconi (e Di Pietro e Bossi, ciascuno per fini differenti, il primo elettorale “di cortile” nella sua area, il secondo “secessionista” nella ricerca di uno scenario del tanto peggio tanto meglio) nel malaugurato caso, ad esempio, di attacco all’Iran, la ripetizione di quanto avvenuto nella disastrata argentina del dicembre 2001-gennaio 2002 per quanto incredibile potrebbe ripetersi nel febbraio 2012 in Italia.</p>
<p>Un paese che, prima dell’entrata in carica di Berlusconi, aveva uno spread dei suoi BTP rispetto ai i Bund tedeschi di 36. Oggi è quasi di 600. Un paese che aveva un debito del 103% sul Pil e che, oggi, è del 120%. E non si dica che la colpa è della crisi internazionale che, dal 2008, ha colpito Stati Uniti prima ed Europa poi. Il caso peggiore oggi siamo noi, messi allo stesso livello di una Grecia qualsiasi che ha falsificato i bilanci dello Stato per essere ammessa nell’area euro e che ha già dichiarato default.</p>
<p>Certo una situazione forse ancora recuperabile ma a patto che subito si crei un governo di unità nazionale in grado di approvare una legge di Stabilità seria con una personalità alla sua guida altrettanto seria, soprattutto sul piano internazionale, in grado di implementarla. I paladini del voto aprendo una campagna elettorale invernale se dovessero avere la meglio non farebbero altro che ripetere l&#8217;errore di Domingo Cavallo dell’estate 2001.</p>
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		<title>Battisti, sogni d&#8217;oro in un albergo di superlusso</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 12:46:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Manzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Cesare Battisti esce dal carcere di Papuda alle 24.01 di giovedì 9 giugno e passa di fronte al posto di blocco imposto ai giornalisti a 4 Km dalla prigione di massima sicurezza in cui era rinchiuso da più di quattro anni. Nonostante i fotografi in mezzo alla strada cerchino di bloccarne l’ultima fuga per scattare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cesare Battisti esce dal carcere di Papuda alle 24.01 di giovedì 9 giugno e passa di fronte al posto di blocco imposto ai giornalisti a 4 Km dalla prigione di massima sicurezza in cui era rinchiuso da più di quattro anni. Nonostante i fotografi in mezzo alla strada cerchino di bloccarne l’ultima fuga per scattare l’istantanea dell’anno, l’autista accelera. Davanti, alla sua destra uno dei tanti avvocati dell’ex terrorista, il baffuto avvocato Luiz Eduardo Greenhalgh, fondatore del Pt di Lula nonché difesnore di Daniel Dantas, il banchiere condannato a 10 anni per crimini finanziari e sospettato di avere passato molti denari a molti esponenti del Partito dei Lavoratori. Ci sono tutti i media brasiliani ad attendere Battisti, che seduto alla destra, dietro Greenhalgh, indossa un blazer giallo tendente al bianco e che, nonostante i flash e le tante domande – “Cesare, vuole inviare un messaggio di riconciliazione alle vittime dei PAC in questo momento?”<br />
la nostra – saluta con il suo solito sorriso tra il beffardo e l’enigmatico.<br />
La prima notte da uomo libero e leggero, felice di essere riuscito ancora una volta dopo oltre 30 anni di latitanza a sfuggire alla giustizia italiana, Battisti l&#8217;ha trascorsa in un hotel di lusso di Brasilia. Il conto, di 400 reais pari a poco meno di 200 euro, è a carico di Greenhalgh. Camilo, impeccabile steward della reception nega l’evidenza, negherebbe anche di chiamarsi Camilo perché così gli è stato detto di dire, noi abbiamo visto entrare Cesare Battisti assieme al suo avvocato là. Assieme alle troupe delle tv brasiliane motorizzate. Sogni d’oro Cesare e, soprattutto, da uomo libero.</p>
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		<title>Emergenza Amazzonia, in Brasile non è cambiato nulla o quasi dalla morte di Chico Mendes</title>
		<link>http://blog.vita.it/latinos/2011/05/30/emergenza-amazzonia-in-brasile-non-e-cambiato-nulla-o-quasi-dalla-morte-di-chico-mendes/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 18:15:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Manzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Accadde oggi in America Latina]]></category>
		<category><![CDATA[amazzonia]]></category>
		<category><![CDATA[Brasile]]></category>

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		<description><![CDATA[Eremilton Pereira dos Santos aveva 25 anni, coltivava la terra, amava la foresta ed è stato trovato cadavere ieri sera dalla Polizia del Parà, a pochi Km da dove 4 giorni fa erano stati uccisi il leader contadino Adelino Ramos con la moglie. Si sospetta che questa nuova vittima &#8211; sabato era stato ammazzato nello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eremilton Pereira dos Santos aveva 25 anni, coltivava la terra, amava la foresta ed è stato trovato cadavere ieri sera dalla Polizia del Parà, a pochi Km da dove 4 giorni fa erano stati uccisi il leader contadino Adelino Ramos con la moglie. Si sospetta che questa nuova vittima &#8211; sabato era stato ammazzato nello stato della Rondonia un altro ambientalista &#8211; potesse avere visto o sapere qualcosa degli assassini di Ramos e della moglie. <span id="more-372"></span>Di certo c&#8217;è che, di ogni <a title="I numeri incredibili della &quot;guerra agraria&quot; verdeoro sul settimanale CartaCapital (in portoghese)" href="http://www.cartacapital.com.br/politica/conflito-no-campo-um-condenado-para-cada-17-assassinados" target="_blank">17 omicidi di contadini in Brasile solo uno viene investigato sul serio, portando all&#8217;incriminazione dei colpevoli</a>, e che la situazione è emergenziale al punto che stamane il governo e le autorità brasiliane hanno convocato un tavolo urgente di discussione dopo l’uccisione nei giorni scorsi dei 4 ambientalisti. Tra le misure che si vogliono prendere l’obbligo di un coordinamento tra governo federale e governo statuale.</p>
<p>Da ricordare che l&#8217;approvazione di un controverso Codice Forestale ha de facto appiattito le posizioni della maggioranza che appoggia Dilma Rousseff su quelle dei &#8220;ruralistas&#8221; che sono a favore del disboscamento dell&#8217;Amazzonia: una macchia molto grossa per l&#8217;attuale esecutivo a cui solo la Rousseff potrebbe ovviare vetando le nuove leggi &#8220;ambientali&#8221; che prevedono anche un&#8217;amnistia totale per chi sino ad oggi ha disboscato illegalmente la foresta.</p>
<p>Resta allora solo la cronaca nera dell&#8217;ultima settimana a raccontare la verità. Una cronaca nera da cui viene fuori un’inquietante ritratto dell’Amazzonia che si potrebbe definire “verde e sangue” e dove la deforestazione la fa al momento da padrona. Insomma, dai tempi dell&#8217;uccisione di Chico Mendes poco o nulla è cambiato in Brasile. Che vergogna per un paese che è una grande potenza e che, ospitando il polmone verde del mondo, potrebbe essere leader anche in ambito ambientale!</p>
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		<title>Battisti: il Brasile deciderà l&#8217;8 di giugno il suo destino</title>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 18:26:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Manzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Brasilia</strong> &#8211; A differenza di quanto reso noto nelle ultime ore dai media, il caso dell&#8217;ex terrorista Cesare Battisti sarà giudicato dal plenario del Supremo Tribunale Federale, il massimo organo giuridico brasiliano, mercoledì 8 giugno e non, il primo giugno. Il rinvio ulteriore, forse, per non mettere in ulteriore difficoltà i rapporti tra Brasile e Italia dato che il 2 giugno Roma celebra i 150 della Repubblica italiana con la presenza anche di un&#8217;importante delegazione verde-oro al Quirinale. <span id="more-370"></span>Tutto comunque dipenderà dall&#8217;esito su cui è oggettivamente difficile fare previsioni dal momento che i 9 giudici che decideranno sul caso sarebbero 4 a favore dell&#8217;estradizione, 4 contro e uno indeciso sul da farsi.</p>
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		<title>Allende: ci vorranno mesi prima della soluzione del mistero. Fu suicidio od omicidio?</title>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 14:10:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Manzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Cile si prepara a riscrivere una delle più importanti pagine della sua storia. Ieri, nel “Cementerio general” della capitale Santiago, sono state infatti riesumate le spoglie dell’ex presidente Salvador Allende. Salito al potere nel 1970, primo presidente socialista del Cile, morì l’11 settembre del 1973, il giorno del golpe del generale Augusto Pinochet Ugarte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Cile si prepara a riscrivere una delle più importanti pagine della sua storia. Ieri, nel “Cementerio general” della capitale Santiago, sono state infatti riesumate le spoglie dell’ex presidente Salvador Allende. Salito al potere nel 1970, primo presidente socialista del Cile, morì l’11 settembre del 1973, il giorno del golpe del generale Augusto Pinochet Ugarte con gli aerei delle forze armate che bombardavano la Moneda, il palazzo presidenziale dove Allende si era asserragliato. La sua morte fu subito catalogata come semplice “suicidio”. Tesi avallata all’epoca anche dal suo medico personale, Patricio Guijon, e dai suoi familiari. <span id="more-368"></span>38 anni dopo la storia sembra voler ritornare sui suoi passi. La magistratura cilena ha infatti aperto un’inchiesta sulle ultime tragiche ore di Allende, per il quale si sospetta in realtà l’omicidio, e per altri 725 casi di violazioni di diritti umani mai sottoposti prima d’ora a verifica.<br />
L’esumazione, avvenuta alla presenza di sette esperti nazionali e cinque stranieri farà dunque chiarezza su quanto realmente accadde quel tragico 11 settembre: fu suicidio o piuttosto il presidente Allende per usare un’espressione ambigua, tipica dell’epoca, “fu suicidato”?<br />
Ai tempi infatti non furono ritrovate né armi né pallottole e il regime di Pinochet impedì alla famiglia di avvicinarsi al cadavere. Nessuna inchiesta fu aperta sulla sua morte se non nel gennaio di quest’anno con “il processo che ristabilirà finalmente la verità”, ha dichiarato la figlia del presidente Isabel Allende (da non confondersi con la famosa scrittrice ndr).<br />
Una verità invocata per anni da numerosi esponenti politici di sinistra in virtù anche di alcuni referti medici che riportavano la presenza nel cadavere di due pallottole, versione poco compatibile con il suicidio.<br />
Secondo la versione ufficiale Allende si sarebbe tolto la vita con un fucile AK47 regalatogli dall’amico Fidel Castro. Versione questa ancora ritenuta credibile dalla sua famiglia che non si è però opposta all’esumazione ma che ha fatto sapere per bocca della figlia Isabel che “il presidente Allende prese la decisione di morire come un atto di coerenza politica a difesa del mandato assegnatogli dal popolo”.<br />
L&#8217;esumazione si è svolta tra la commozione. Presenti le figlie del presidente, Isabel e Carmen Paz, con in mano rose rosse, e i leader del partito Socialista Osvaldo Andrade, del partito Comunista Jorge Teiller, e della Democrazia Cristiana cilena Carolina Tohá, oltre all’ex candidato presidenziale ed ex ministro di Allende, Jorge Arrate e al giudice Mario Carroza che segue l’inchiesta.<br />
Il feretro è stato estratto dal mausoleo avvolto nella bandiera cilena, al grido di “Viva Allende”.  I resti  sono stati poi  portati presso la sede del Servizio medico legale della capitale. Gli esperti hanno precisato di non sapere ancora quando potranno rendere noti i risultati dell’autopsia, molto probabilmente non prima della fine di quest’anno. Alcuni frammenti di ossa verranno, infatti, inviati in un laboratorio specializzato a Innsbruck in Austria per un’analisi incrociata del Dna.<br />
È la seconda volta che le spoglie di Allende vengono riesumate. La prima fu nel 1990 quando in Cile si concluse l’era di Pinochet e Arturo Jirón, uno dei medici che gli furono vicino poco prima della sua morte, riconobbe quei resti come quelli dell’ex presidente.</p>
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